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Crisi Rovereta Petroltecnica: i lavoratori scrivono al Presidente della Repubblica e alle Autorità

"Ci permettiamo di lanciare un appello alla responsabilità a tutte le persone di buona volontà coinvolte"

Attualità Coriano | 15:07 - 05 Luglio 2019 Rovereta Petroltecnica Rovereta Petroltecnica.

Tiene ancora banco la crisi delle Rovereta e Petroltecnica e sono ancora sulle spine 300 lavoratori e le loro famiglie. Gli stabilimenti sono fermi a causa di sequestri preventivi di terreni contaminati da sostanze inquinanti L’istanza di dissequestro presentata è ancora in attesa di decisione da parte del GIP. I lavoratori si appellano al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, alle autorità nazionali e locali, alle Associazioni di Categoria, ai Sindacati e, non ultimo, al Vescovo della Diocesi di Rimini, Mons. Lambiasi, rivolgendo loro un accorato appello affinchè possano, con il loro intervento, sbloccare una situazione di stallo difficile e insostenibile.
 
 
“Noi lavoratori di Petroltecnica S.p.A. e di Rovereta S.r.l. di Coriano (RN), fortemente preoccupati per il destino dei nostri posti di lavoro dopo mesi di incontri e di trattative tra le parti interessate, nei procedimenti in corso che interessano le nostre aziende, e che alla data odierna non sono approdate ad una chiara definizione, ci permettiamo di sottoporre alla Vostra cortese attenzione alcune considerazioni e domande in merito ad una situazione che non è più sostenibile.
 
Lavoriamo in aziende tipiche del tessuto industriale e dell’eccellenza italiana che rischiano di chiudere non per una crisi di  mercato.
Siamo un gruppo di aziende che opera da oltre 40 anni nell’ambito del recupero di aree inquinate e nel trattamento dei rifiuti in un’ottica di economia circolare e siamo fortemente orgogliosi di essere stati i pionieri di questi principi.
Le aziende sono riconosciute a livello nazionale e internazionale per la professionalità e le tecnologie di avanguardia dal punto di vista della salvaguardia ambientale e del recupero dei rifiuti.
Operiamo in un settore delicato, strategico per il futuro delle prossime generazioni, e più che mai attuale,
concentrando tutti i nostri sforzi professionali a beneficio della salvaguardia del nostro pianeta, applicando le migliori tecnologie disponibili sul mercato.
Riconosciamo che il settore in cui operiamo può essere facilmente oggetto di pregiudizi, fraintendimenti condizionati spesse volte da informazioni fuorvianti che rischiano di dare una visione distorta della nostra realtà industriale. In questi mesi siamo stati oggetto di considerazioni fuorvianti che ci hanno portato sulle prime pagine dei giornali rappresentando il nostro impianto con foto fake che non ci riguardano ma che inevitabilmente hanno condizionato l’opinione pubblica.
 
 
Lavoriamo in aziende che fanno bene all’ambiente
Nella nostra storia abbiamo contribuito a risanare migliaia di siti contaminati in tutta Italia restituendo all’ambiente e alla collettività aree che prima erano degradate e pericolose e che ora hanno trovato una nuova destinazione e utilizzo per le comunità locali. Il nostro settore del Pronto Intervento Ambientale è un’eccellenza nazionale nella risoluzione di emergenze ambientali gravi, ed è uno dei fiori all’occhiello che tutti ci invidiano.
 
 
Lavoriamo in aziende stimate dai nostri clienti e dai nostri fornitori
Siamo in possesso di tutte le qualifiche e le certificazioni di qualità e ambientali per eseguire il nostro lavoro. Siamo sottoposti a controlli permanenti da parte dei clienti nazionali ed internazionali che certificano la nostra attività e questo ci fa essere stimati da tutti, clienti e fornitori.
Tanti nostri clienti, grandi player nazionali e internazionali (compagnie petrolifere, industrie, utilities, società di demolizione industriale e società di ingegneria) e piccoli operatori locali ci stanno sostenendo e sono al nostro fianco in maniera visibile e concreta in questo particolare momento che stiamo vivendo. In questa situazione critica ci confermano il loro sostegno mediante richieste e ordini di lavoro e aspettano con trepidazione un positivo sblocco delle operatività.
 
 
Lavoriamo in aziende dove si sta bene
Nelle nostre aziende ci siamo sempre sentiti come a casa nostra. Una grande famiglia che pur nelle difficoltà che vivono tutte le famiglie si respira e si vive un clima sociale e lavorativo positivo, mai conflittuale e ostile. Esse sono state un’occasione occupazionale per il territorio molto importante e in questi anni hanno attratto numerosi giovani laureati e non, provenienti da tutta Italia.
Noi dipendenti e collaboratori ringrazieremo sempre la proprietà per aver coltivato nel tempo rapporti aperti e leali di costante dialogo fra le parti, anche nei frangenti più delicati e di tensione che un’azienda può vivere nella sua storia (compreso quello attuale).
 
 
Lavoriamo in aziende attente alla sicurezza e alla salute di tutti.
Nella società Rovereta trattiamo e recuperiamo rifiuti prevalentemente contaminati da idrocarburi che provengono dalla bonifica di aree inquinate, tipicamente stazioni di distribuzione carburanti e depositi.
La salute degli operatori che lavorano presso l’impianto e la qualità dell’ambiente di lavoro sono costantemente controllati e monitorati negli anni come previsto dalle normative vigenti, mediante appositi protocolli aziendali appositamente redatti.
 
 
E infine lavoriamo in aziende
Che permettono di sostenere e far vivere oltre 300 famiglie.
Che potrebbero sostenersi ancora bene sul mercato (salvo la crisi indotta dall’attuale blocco operativo).
In cui c’è ancora la voglia e la volontà di crescere.
Che sono italiane e del nostro territorio”.
 
 
E i lavoratori pongono DELLE DOMANDE:
 
 
“Davvero si vuole correre il rischio di veder chiudere le nostre aziende perche’ non si
riesce a trovare una soluzione tra le parti ?
“Davvero, dopo 4 mesi di pesante fermo degli impianti, l’unica concessione recente e’ stata solo quella di poter rientrare negli uffici ma non nelle aree operative, in cui si e’ lavorato per oltre 30 anni, con regolare autorizzazione integrata ambientale? Può un’azienda sopravvivere solo con attività amministrative e non anche operative?
Davvero non si riesce a negoziare (anche ad oltranza) per trovare una soluzione condivisa tra le parti quando ci sono in ballo 300 posti di lavoro ?”
 
 
E infine l’accorato APPELLO
 
 
“Con  l’ansia e la trepidazione che assale noi e le nostre famiglie ci permettiamo di lanciare un appello alla responsabilità a tutte le persone di buona volontà coinvolte.
Siamo certi di operare in aziende che sono un valore aggiunto per la società e che la loro esistenza contribuisca realmente al bene comune di tutta la collettività ed in particolare del nostro territorio. Confidiamo che in questo momento di grande confusione, le istituzioni e la politica, quella vera, intesa come ricerca del bene comune, possano trovare in pochissimi giorni la strada per una risoluzione tempestiva”.