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Rimini Calcio, Mongardi rilancia: 'Grassi ci ripensi per il bene del club. Abbiamo una potenza di fuoco'

Il consulente di Samorì: 'Giorgio ha grandi meriti, ma in C un uomo solo al comando non basta'

Sport Rimini | 14:39 - 05 Luglio 2019 Giulio Mongardi durante la conferenza stampa Giulio Mongardi durante la conferenza stampa.

Non molla il gruppo Samorì, anzi rilancia. Lancia un appello all'amministratore unico Giorgio Grassi perché convochi in fretta un tavolo attorno a cui far sedere anche Alfredo Rota, altro imprenditore interessato al Rimini Calcio, per trovare una soluzione condivisa e lanciare la  competizione al Cesena Calcio. L'obiettivo in tre anni è la serie B. Se Grassi farà orecchie da mercante, verrà sensibilizzata oltre che la tifoseria l'amministrazione comunale che può esercitare una sorta di moral suasion.
In estrema sintesi è questo il succo della conferenza stampa indetta da Giulio Mongardi, consulente finanziario faentino e dell'avvocato Gianpiero Samorì, e l'occasione per fare il punto della trattativa nata e poi congelata e andata per il momento in archivio.
GLI INVESTITORI Del gruppo da lui rappresentato, oltre all'avvocato (editore, finanziere, politico e tanto altro) Samori - è a capo dell' holding Modena Capitale (fatturato di 250 milioni di euro) – c'è un fondo internazionale (Invest International) con una disponibilità di 60 milioni di euro partecipato da investitori russi, americani e cinesi. Sta investendo nel calcio in America, in Cina e in Europa. E ci sono anche due imprenditori riminesi top secret.
“Tra Rimini e Cesena il fondo ha scelto Rimini perché ci sono più possibilità di dare business legato al calcio con la nascente cittadella dello sport alla Gaiofana e, col salto in serie B, sui lavori di ristrutturazione dello stadio Romeo Neri. Rimini è una sorta di cattedrale del turismo – spiega Mongardi - . Lancio qui un messaggio a Rota, che è un imprenditore molto valido, con un fatturato importante in un settore strategico come quello della logistica, centinaia di dipendenti, di conoscersi e fare un incontro per unire le forze” (per la cronaca, l'uno vorrebbe comne ds Antonio Recchi, l'altro Giorgio Zamuner, ndr).
Sullo sfondo la sfida col Cesena, club di una piazza blasonata, con strutture importanti. “Ma questo gap col tempo si può colmare. Poi noi siamo in grado di mettere una bocca di fuoco finanziaria non indifferente”.
LA VICENDA Con Grassi il 4 giugno Mongardi aveva chiuso l'accordo con tanto di scrittura scritta, due giorni dopo il dietrofront. “Avevo già l’accordo con Lotito per il prestito di quattro giocatori i cui ingaggi era interamente pagati dalla Lazio, ora si sono tutti accasati. Perché è saltata la trattativa? Grassi è allo stesso tempo una risorsa ed un problema. Se non ci fosse stato un egocentrico e tenace come lui il salto dall’Eccellenza alla C non si sarebbe fatto. Ma adesso non basta l'uomo solo al comando. Ci vuole un salto di qualità. Grassi è il patron, d'accordo, ma una squadra di calcio è anche bene collettivo e bisogna fare i suoi interessi, Abbiamo 3 milioni di euro di budget il primo anno, lui 1800 a cui vanno tolti soldi per le risoluzioni di alcuni biennali. I rischia grosso. Grassi piange e non coinvolge”.
GLI ACCORDI Mongardi spiega che l'ultima ipotesi della trattativa era l'acquisto dell'80 col 20% in mano a Grassi nella forma di un contributo fisso determinato da lui, ma siamo arrivati anche all'ipotesi di rilevare tutta la società.
“Grassi ha posto come condizione la carica di presidente e il 51% della Gaiofana” puntualizza Mongardi a far capire che uno dei nodi è anche questo fermo restando la fame di strutture sportive. E alla Gaiofana il fondo straniero potrebbe portare squadre da tutto il mondo.
“Mia intenzione – aggiunge Mongardi, già vice presidente del Faenza, in rapporto di amicizia datata con mister Leo Acori nato al tempo del passaggio in biancorsso di Sergio Floccari - è anche il rilancio del Centro Pio Manzù di cui sono stati il tesoriere per 12 anni Pio Manzù”.
Mongardi, e se la sua sortita non andrà a buon fine? “Grassi è stato messo alle strette dalla famiglia, credo che abbia ancora un barlume di lucidità. In ogni caso staremo in riva al fiume ad aspettare...”
ste.fe.