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22 anni, riminese e transessuale: la storia di Francesco che fa sorridere e commuovere in quattro puntate su Freeda

La mini serie web online dal 26 giugno racconta sogni, dolori e difficoltà della disforia di genere

Attualità Rimini | 06:57 - 09 Luglio 2019 Francesco Cicconetti (foto profilo di Facebook) Francesco Cicconetti (foto profilo di Facebook).

di Francesca Valente

Mettersi in gioco non è da tutti, né per tutti. Ma quando la propria storia personale può servire da stimolo, sfogo e sostegno, ecco che raccontarla e condividerla può trovare comunque una giustificazione. Ecco perché anche se Francesco Cicconetti ha deciso di non parlare con me, io ho voluto lo stesso raccontare la sua storia, perché ciò ha scelto di affidare liberamente soltanto ad alcuni canali informativi (Freeda e Fanpage su tutti) ha un valore assoluto per le molte persone che stanno attraversando una transizione come lui.

Sì, perché Francesco ha 22 anni, è di Rimini ed è un ragazzo transessuale. La sua storia è nota ed è stata già raccontata dalle cronache, anche locali: il suo percorso di transizione è iniziato circa tre anni fa con la condivisione in famiglia di una scelta maturata nel corso degli anni e vissuta con un misto di naturalezza e sofferenza. A inizio del 2017 sono cominciati i colloqui con lo psicologo, per appurare che la sua fosse davvero una presa di coscienza solida, una volontà consapevole. Nell’aprile del 2018 ha iniziato ad assumere testosterone, la prima delle fasi che permettono a una persona nata biologicamente femmina di transitare al genere maschile (o viceversa), quello in cui si identifica da anni. Il 16 luglio pubblica una raccolta fondi su gofundme per riuscire a far fronte alle spese di una mastectomia all'estero (intervento per l'asportazione delle mammelle), un’operazione che lo aiuterà a sentirsi più se stesso e meno legato al corpo in cui è nato. L’iter procedurale italiano è ancora molto lungo e deve ancora passare, oltre che per l'intervento sanitario, anche per l'adeguamento dei documenti d'identità: per accelerare i tempi l’operazione va fatta privatamente e costa diverse migliaia di euro. «Visto che io stesso ho donato per altre campagne e che il bene che si fa poi ritorna, chi vuole può darmi una mano. Altrimenti va bene lo stesso», dichiarava tre mesi dopo a Fanpage che lo intervistava rispetto a questa scelta pubblica.

Con Freeda il suo rapporto è consolidato: il 19 novembre è uscita l'intervista dal titolo “Francesco Cicconetti spiega la transessualità ai suoi haters”, in cui il giovane parla della sua corazza che «mi permette di farmi scivolare addosso ogni commento negativo, pur avendone ricevuti parecchi» e di «amici cari e di fiducia che mi hanno sempre difeso», nonostante la sfortuna di non nascere tutti forti: proprio a queste persone consiglia di «costruirsi una rete di amicizie solida e una personalità che vi permetta di rispondere a tono».

L’ignoranza riguardo al percorso attraverso la transessualità è dilagante e spesso legata soltanto alla questione fisica e sessuale: «La prima parte è invece psicologica e può durare anche anni, dipende dalla persona. Solo dopo si passa al dosaggio ormonale. Solo alla fine si arriva alla parte chirurgica. Si tratta di un percorso molto sofferto che richiede grande forza». Nel suo caso Francesco ha «preso consapevolezza del mio dolore e capito che derivava dalla mia disforia di genere», ovvero una «disarmonia tra il sesso biologico femminile e la percezione, che poi diventerà consapevolezza, della propria identità di genere maschile». Non c’è un’età per intraprendere questo percorso: si può iniziare giovanissimi come adulti. L’orientamento sessuale non c’entra con l’identità di genere, perché chi è transessuale può essere etero, bisessuale od omosessuale.

La transessualità secondo il giovane riminese è un concetto interiore, «è un bisogno e non un desiderio e se si potesse evitare questo percorso, lo si farebbe». Meglio lo spiegain quest’altro video di Freeda, datato 29 novembre.

La sua storia piace molto, la sua personalità pure, così il progetto “Freeda” decide di dedicargli una mini serie per il web di 4 puntate della durata di circa 6 minuti l’una, intitolata “Un uomo con la T maiuscola. Uscito il 26 giugno sul canale Youtube omonimo, è un racconto in pillole di quel che è il passato, presente e futuro di Francesco, in un racconto che permetterà agli spettatori «di conoscermi quasi quanto mi conosce mia madre». Un racconto aperto che non ha senso trascrivere ma piuttosto guardare, per entrare in sintonia con la storia e la persona e decidere più consapevolmente e con meno pregiudizi dell'inzio da che parte stare.