Domenica 17 Novembre22:52:56
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Lavoratori e sindacati in agitazione per il perdurare di situazioni di disagio occupazionale

Presto un nuovo sciopero degli addetti alle pulizie delle Poste Italiane se la situazione non cambierà presto

Attualità Rimini | 15:32 - 04 Luglio 2019 Le Poste Italiane dove i lavoratori effettuano il loro servizio di pulizie in appalto Le Poste Italiane dove i lavoratori effettuano il loro servizio di pulizie in appalto.

Ancora irrisolta la situazione occupazione dei lavoratori e lavoratrici di Nuova Idea srl, che da mesi aspettano di vedersi regolarmente recapitati stipendi, buste paga e straordinari, una situazione infelice nonché spiacevole che sta creando notevoli difficoltà ai singoli occupati e alle loro famiglie.

Il problema, denunciato dai lavoratori che si occupano delle pulizie degli uffici delle Poste Italiane nelle province di Rimini, Forlì, Cesena e Ferrara, è stato preso in carico anche dalle organizzazioni sindacali, che dopo lo stato di agitazione annunciato il 23 aprile hanno anche indetto uno sciopero che si è consumato nella giornata del 26 giugno. Dall’inizio delle rimostranze l’ottantina di dipendenti non vede ancora riconosciuti appieno i propri diritti. C’è stato un tentativo di regolarizzazione con la busta paga di aprile, ultimo pagamento effettuato dalla ex ditta Idea Servizi Integrati, vincitrice dell’appalto.

«Da aprile nessuna traccia delle spettanze dovute nonostante un accordo territoriale che prevede il pagamento degli stipendi il 15 di ogni mese», denunciano le Ooss Filcams Cgil - Fisascat Cisl - Uiltucs Uil di Cesena, Ferrara, Forlì, Rimini, che lamentano come nessun segnale sia arrivato né dalla ditta né dalle stesse Poste che hanno commissionato la gara: «Si chiede a Poste Italiane di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire immediatamente per garantire il ripristino dei diritti più elementari delle lavoratrici e dei lavoratori. Se la situazione dovesse protrarsi, saranno indetti altri scioperi».

Nel frattempo è nato anche l’hastag della battaglia sindacale #chilavoradeveesserepagato