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Assalto al bancomat con la tecnica della 'marmotta', in azione banda esperta in esplosivi

I Carabinieri hanno ritrovato l'auto dei ladri con all'interno anche chiodi per seminare gli inseguitori

Cronaca Misano Adriatico | 13:13 - 04 Luglio 2019 Bancomat esploso (foto di repertorio) Bancomat esploso (foto di repertorio).

E' una banda esperta in esplosivi, con un'automobile modificata per raggiungere alte velocità e con tutta l'attrezzatura per riuscire a portare a termine il colpo nel migliore dei modi, quella entrata in azione in via Gibuti a Misano, intorno alle 3.30 della notte tra mercoledì e giovedì. I malviventi hanno fatto esplodere con la "tecnica della marmotta", usando un oggetto metallico con miccia e polvere da sparo, lo sportello bancomat della Banca Popolare della Valconca (è uno sportello non collegato materialmente a una filiale dell'istituto di credito), dopo aver smontato letteralmente il sistema di illuminazione per non farsi notare. Arraffato tutto il denaro, sono scappati a bordo di una Bmw nera.

L'INSEGUIMENTO. L'allarme ha fatto giungere sul posto il Civis e i Carabinieri. Il Civis ha cercato di tallonare la Bwm, ma la vettura, sfrecciando ad alta velocità e a fari spenti, ha distanziato l'inseguitore dopo qualche centinaio di metri. A quel punto però una pattuglia dai Carabinieri di Riccione, che stava transitando sul lungomare per i consueti controlli del territorio, ha notato l'auto nera in una via traversa e ha proseguito l'inseguimento. Purtroppo, nonostante il tempestivo intervento dell'Arma e il preciso coordinamento tra i mezzi e la centrale, i malviventi sono riusciti a scappare, avendo pianificato tutto con estrema precisione. Hanno infatti raggiunto un parcheggio in via Po', hanno aperto e chiuso il cancello, abbandonando l'auto per dileguarsi nell'oscurità a piedi. I Carabinieri di Riccione, che celermente hanno attivato i colleghi di Rimini per stringere il cerchio sui fuggitivi e per estendere gli accertamenti sulle strade, sono però riusciti a recuperare parte del bottino. Messi alla stretta, i ladri non hanno avuto il tempo di prendere tutta la refurtiva con loro.

LA BMW. I Carabinieri hanno setacciato l'automobile, risultata rubata a Roma nel marzo 2019, con la centralina modificata per raggiungere velocità elevatissime e con le targhe contraffatte. All'interno c'era una seconda "marmotta": un secondo dispositivo, qualora il primo non fosse riuscito a innescare l'esplosione, ma vista la certosina preparazione della banda, probabilmente una "marmotta" da utilizzare in un secondo colpo. I Carabinieri hanno trovato un ingente quantità di materiale per lo scasso, tra cacciaviti e piedi di porco, bombolette spray, ma soprattutto una latta di plastica che conteneva chiodi a tre punte, da utilizzare per mettere fuoristrada gli inseguitori. 

LE INDAGINI. I Carabinieri di Riccione e della stazione di Misano, al comando del capitano Marco Califano, con il coordinamento del Tenente Maurizio Guadalupi e del Luogotenente Nicola Travaglino, hanno avviato le indagini, che come da prassi sono partite dalle immagini del circuito di videosorveglianza. Saranno controllati tutti gli istituti bancari nelle vicinanze: ogni elemento può essere utile alle indagini, così come ogni testimonianza di eventuali passati o dei residenti. La raccomandazione dell'Arma è quella di contattare tempestivamente il 112, in presenza di movimenti sospetti o di anomalie.

Riccardo Giannini