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Basket RBR, Saulle: 'Middleton? Un professionista esemplare, fu il primo Usa a farsi operare in Italia'

Il preparatore atletico ex Basket Rimini lavorò un'estate intera con Larry dopo l'intervento al ginocchio

Sport Rimini | 14:44 - 04 Luglio 2019 Larry Middleton con Lino Saulle nel 1992 Larry Middleton con Lino Saulle nel 1992.

"Ci siamo sentiti e visti anche di recente, presto riabbraccerò l'amico Larry con grande piacere". Lino Saulle è lo storico preparatore atletico del Basket Rimini. Ha vissuto le stagioni migliori del club biancorosso, al fianco di Pasini, Bernardi, Bucchi curando i muscoli dei cestisti biancorossi e ha lavorato con coach Paolo Rossi nella squadra femminile di Cesena.

E con Larry Middleton, uno dei cestisti americani più amati nella storia del Basket Rimini e ora ritornato come assistene allenatore nello staff di RBR,  è nato un rapporto particolare nelle due stagioni in biancorosso, dal 1992 al 1994.

"E' stato quando Larry si infortunò al ginocchio, al legamento collaterale mediale nella prima stagione, in serie A1 - ricorda Saulle che oggi ha 73 anni e dirige l'omonimo centro di fisioterapia e riabilitazione a fianco al 105 Stadium, meta di molti sportivi - fu uno dei primi se non il primo in assoluto tra i giocatori americani di pallacanestro a decidere di curarsi in Italia. Ebbe fiducia completa nel nostro staff . Per non perderlo nel finale di stagione molto delicato, sei partite, Middleton giocò con un tutore al ginocchio e lo fece alla grande non facendo mai mancare il suo impegno. Dopo la sfortunata partita di Bologna dei playout, quella dei tre secondi per intenderci, Larry si ricoverò all'ospedale Malpighi e venne operato dall'ortopedico Alessandro Lelli".

E poi?

"Passammo più di due mesi, in estate, al lavoro, nella calda palestra sotterranea del palasport Flaminio per la riabilitazione. Vivevamo in simbiosi. Spesso veniva a casa mia e lo ha fatto anche se più raramente nelle fasi successive della sua carriera. Le nostre famiglie strinsero una bella amicizia".

Come era come atleta?

"Era come allenare un gatto che gioca con la palla. Aveva personalità, carisma. Era un trascinatore, sapeva coinvolgere il gruppo. Un leader".

E come ragazzo?

"Un pezzo di pane, sempre sorridente, con la testa sulle spalle. Mi sembra che questa sua caratteristica non l'abbia affatto perduta".

Come lo vede come coach?

"Penso che possa fare bene anche in questo ruolo nuovo. Al fianco di Bernardi sicuramente potrà maturare una bella esperienza".

Saulle, che dice di RBR?

"Paolo Carasso e tutti gli altri hanno svolto un gran lavoro sapendo coinvolgere realtà cestistiche locali e sponsor. RBR ha avuto il merito di riportarmi al palazzetto Flaminio a vedere una partita di basket dopo tanti anni e di festeggiare nuovamente".