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Luciano Betti si dà alla maratona per moto. Parteciperà alla Milano Taranto: "Un omaggio a mio padre"

L'ex centauro originario di Ca' Raffaello, pronto ad immergersi nell'atmosfera anni 50 in sella a una Gilera

Attualità Novafeltria | 08:31 - 07 Luglio 2019 La moto che sarà impiegata nell'impresa La moto che sarà impiegata nell'impresa.

Luciano Betti, il pioniere delle moto elettriche, è pronto a un'elettrizzante sfida. L'ex centauro originario di Ca' Raffaello, oggi nello staff tecnico del Team LCR di Lucio Cecchinello, parteciperà alla sua prima Milano-Taranto, storica corsa a tappe di moto d'epoca nata nel 1987. Una vera e propria corsa contro il tempo per Betti, che nel weekend del 5-7 luglio sarà impegnato in Germania, nel circuito del Sachsenring, per il primo gp della Coppa del Mondo fim Enel MotoE e che domenica ripartirà per l'Italia, per essere pronto allo start della Milano-Taranto, alla mezzanotte di lunedì 8 luglio. "Ho fatto di tutto nella mia carriera da pilota di moto, dall'Endurace ai Campionati Italiani Velocità. Mi mancava la Milano-Taranto e lo scorso autunno mi sono iscritto, ma ancora non ero entrato nello staff tecnico del team di Cecchinello, ho dovuto incastrare tutto", sorride Betti, che al Sachesenring sarà accompagnato dal figlio Thomas, anch'egli ingaggiato da Cecchinello. Il circuito tedesco ospiterà nel weekend anche le gare di Moto3, Moto2 e Motogp. Una grande emozione, ma alle 12 di domenica tutto sarà alle spalle: a quell'ora partirà l'aereo dalla Germania, per l'arrivo a Milano alle 18.30 circa. Alle 24 la partenza della Milano-Taranto, nei pressi dell'aeroporto di Linate. Betti sarà in sella grazie all'amico Maurizio Mariotti, che salirà a Milano portando con sè la moto che sarà impiegata nell'impresa: "E' la moto di mio padre Battista, scomparso nel 2011: una Gilera 150 del 1955, che ho iniziato a restaurare nell'ottobre 2018. La partecipazione alla Milano-Taranto è un omaggio che faccio a mio padre". Una corsa a tappe per 1900 km, al termine di un weekend di lavoro, ma la passione per le due ruote è troppo forte: "Mio figlio Thomas dice, Babbo sei proprio matto, ma è anche molto orgoglioso. E io sono felice di lavorare con lui. E' bello condividere lo stesso amore per le moto". Un amore che risplende, in ogni chilometro, in ogni curva, dando sfogo a quello spirito di avventura che per un motociclista è sacro. (r.g.)