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Rimini, presidio partecipato al porto per chiedere la liberazione del capitano Carola

Circa duecento persone hanno preso parte all'iniziativa a seguito dell'arresto del capitano della Sea Watch3

Attualità Rimini | 12:48 - 01 Luglio 2019 Presidio al Porto di Rimini per Carola Rackete Presidio al Porto di Rimini per Carola Rackete.

Più di duecento persone si sono ritrovate domenica sera al Porto di Rimini per chiedere la liberazione del capitano di Sea-Watch 3, Carola Rackete, che dopo 17 giorni di navigazione in mare aperto, con 42 naufraghi fuggiti dai lager libici, ha deciso di forzare il blocco della Guardia costiera ed ha completato il salvataggio dei migranti a bordo della nave facendoli sbarcare a Lampedusa, per poi essere arrestata. "Con gravi accuse, denigrata e offesa - rimarcano gli organizzatori, gli attivisti di Casa Madiba - inoltre con lei sono accusati anche tutto l'equipaggio e il personale di terra ed è per questo che abbiamo chiesto a gran voce che non ci siano più reati di solidarietà e che venga subito dissequestrata la Mare Jonio nave dell’operazione Mediterranea Saving Humans".

Gli attivisti spiegano poi che "durante il presidio tanti sono stati gli interventi che hanno ribadito che il diritto alla vita non si tocca e che Carola come tanti altri e tante altre stanno disobbedendo a leggi ingiuste e pericolose per combattere la violenza sessista, razzista e patriarcale che nella vicenda della Sea watch 3 ha mostrato il suo volto più feroce".


OItre al presidio c'è stato anche un flash mob, "Mio fratello muore in mare", per ricordare le tante vittime "senza volto e senza nome delle politiche dell'odio e delle frontiere volute e costruite da chi fa profitti sulla pelle delle persone o peggio pensa che i profitti valgano di più della vita umana".


Gli organizzatori si dicono soddisfatti: "Tantissime realtà e singoli cittadini hanno preso parte al presidio e al flash mob di ieri sera dimostrando che la Rimini solidale e antirazzista non si fa intimidire da leggi xenofobe e razziste".