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Ondata di caldo, l'area urbana di Rimini la più colpita a causa del mix tra temperature e umidità

Situazione diversa nel riminese, dove i tassi di umidità sono più bassi

Attualità Rimini | 13:26 - 27 Giugno 2019 Bagnanti nel mare di Rimini Bagnanti nel mare di Rimini.

Sono di “forte disagio” le previsioni di Arpae Emilia Romagna per la giornata di domani venerdì 28 giugno per l'area urbana di Rimini a causa dell’ondata di caldo che sta colpendo l’Italia e l’Europa.

Per l’area urbana di Rimini nella giornata di oggi sono previste condizioni di disagio bioclimatico. L'indice di Thom medio sarà pari a 25; ieri è stato osservato un valore di 25. Per domani è previsto il perdurare di condizioni di disagio (Thom medio pari a <25>). Un netto miglioramento è atteso per la giornata di dopodomani.

Gli effetti sanitari del disagio – ricorda Arpae - potrebbero essere aggravati da eventuali concentrazioni elevate di ozono. Si suggerisce dunque di consultare il sito sulla qualità dell'aria per una verifica delle concentrazioni previste.

Per ciò che concerne il territorio riminese, saranno due giorni di "disagio" per pianura e prima collina. "Debole disagio" per le zone di colline e appenniniche. 

CONTRASTO ALLE ONDATE DI CALORE. Il Comune di Rimini e l’Ausl Romagna hanno già attivato il piano per il contrasto delle ondate di calore, un piano attivo su tutto il territorio romagnolo che, ormai da vari anni, viene realizzato a cura dei Distretti dell’Ausl in stretto raccordo con gli Enti locali, i Medici di Medicina Generale, le associazioni di volontariato e le organizzazioni no profit (tra cui la Protezione Civile, la Caritas, e altre presenti nei vari territori), per rendere gli interventi sinergici e quindi più efficaci. Sono state infatti ben 260 le segnalazioni pervenute ai punti d’ascolto del territorio riminese dal 13 maggio scorso, tutte prontamente risolte. Ad essere monitorati, in particolare, sono gli anziani sopra i settantacinque anni di età che, nel territorio riminese, sono esattamente 26 mila e 652. È questo il target di riferimento, tra cui vengono individuati i casi più a rischio a cui vengono effettuate le telefonate, rientranti nella cosiddetta “mappa delle fragilità”, realizzata ad inizio anni 2000 e puntualmente aggiornata ogni anno.