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Alcol nelle discoteche dopo 3 di notte, Asaps: "Passo indietro preoccupante"

L'associazione è in prima linea contro stragi del sabato sera

Attualità Nazionale | 19:19 - 26 Giugno 2019 Giovani in discoteca Giovani in discoteca.

"La somministrazione di alcol nelle discoteche dopo le 3 di notte sarebbe un preoccupante passo indietro per la sicurezza stradale". A lanciare l'allarme è l'Asaps (associazione amici della polizia stradale), che da oltre 20 anni è in prima linea nel contrasto all'alcol, in particolare per fermare le stragi del sabato sera. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, nel lanciare la proposta del 'bollino blu' per attestare quali discoteche sono virtuose e sicure, ha detto anche che il divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le 3 favorisce l'abusivismo di chi le vende all'esterno dei locali. "Ricordiamo a chi lo avesse già dimenticato che nel 2001 si contarono ancora 917 morti nelle 16 ore maledette delle due notti del fine settimana (22/06 del venerdì sul sabato e 22/06 del sabato sulla domenica) - fa sapere l'Asaps - e sono scese a circa 300 dal 2014, 338 nel 2017, con un calo di oltre 63%". Per l'associazione, dopo l'approvazione di efficaci e severe misure per il contrasto dell'alcol alla guida, fra queste la limitazione della somministrazione alle 3 di notte, "ora si rischierebbe un drammatico passo indietro con il superamento dell'orario limite". L'Asaps si dice favorevole ad un sistema di individuazione dei locali regolari con bollino blu, "ma chi farebbe poi i controlli negli stessi locali e con quale costanza? Ma soprattutto quante sono poi le pattuglie della Stradale impiegate nelle notti del fine settimana nel contrasto all'abuso di alcol e sostanze". Per quanto riguarda l'abusivismo, "cominciamo a contrastarlo efficacemente - dice l'Asaps -, prima di allargare le maglie sul fronte degli esercizi autorizzati. Non vogliamo tornare alla triste missione con la Stradale e le divise della strada che alle 5 del mattino vanno a suonare un campanello di una famiglia per dire che un figlio non tornerà più a casa".