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Cala la popolazione in Alta Valmarecchia. La Provincia: 'stop alla cementificazione, tuteliamo l'ambiente'

Il presidente Santi sottolinea che è necessario ridurre il consumo del suolo escludendo quindi le previsioni di nuovi insediamenti residenziali e produttivi

Attualità Valmarecchia | 12:43 - 26 Giugno 2019 Scorcio dell'Alta Valmarecchia Scorcio dell'Alta Valmarecchia.

Con decreto n. 49/2019 del Presidente Riziero Santi la Provincia di Rimini ha formalizzato le riserve al Piano di sicurezza e coordinamento dell'Alta Valmarecchia (Psc). Le riserve riguardano principalmente il dimensionamento del Psc che si fonda su previsioni di incremento della popolazione in contrasto con l'andamento demografico e, nell'ottica della tutela di condizioni di sostenibilità ambientale e paesaggistica per centri urbani e territori rurali, una maggiore aderenza alla legge regionale n. 20/2000 con riferimento alla disciplina del Piano Operativo Comunale (Poc) e del Regolamento Urbanistico Edilizio (Rue).

"Con questo provvedimento previsto dall'iter di approvazione del Psc – dichiara il Presidente Santi – non vogliamo fare le pulci ai Comuni, ma ci muoviamo nello spirito e nella direzione che da anni viene invocata quasi unanimemente. Dobbiamo ridurre il consumo del suolo e armonizzare la capacità edificatoria con le reali dinamiche demografiche, ponendo in primo piano la tutela del territorio, la sicurezza idrogeologica e il rischio sismico, escludendo quindi le previsioni di nuovi insediamenti residenziali e produttivi che siano in contrasto con vincoli o elementi di tutela."

Nello specifico, le riserve al sistema insediativo urbano riguardano il dimensionamento del Psc e l'individuazione del perimetro del territorio urbanizzato. I Piani Regolatori Generali vigenti sono dimensionati per un accrescimento di popolazione di oltre dieci mila abitanti (pari a quasi il 60% degli abitanti attuali) a fronte di un andamento demografico che nel periodo 2011-2015 ha segnato una tendenziale e continua diminuzione della popolazione. Le riserve chiedono pertanto una riduzione della capacità edificatoria coerente con il quadro demografico.

Le riserve riguardanti i centri storici e i nuclei storici isolati chiedono la perimetrazione dei nuclei rurali sparsi di interesse storico e la loro assimilazione normativa agli ambiti urbani consolidati di valore storico, una più puntuale definizione degli ambiti in deroga e una definizione più dettagliata degli interventi nei centri storici.


Altre riserve riguardano poi gli ambiti urbani consolidati per attività produttive e chiedono di prevedere per le aree intercomunali e comunali la qualificazione ad Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata, nonché di promuovere il recupero degli edifici produttivi dismessi. Per il territorio rurale le riserve sono relative alla sua articolazione e disciplina generale, al censimento degli edifici storici sparsi, agli edifici produttivi sparsi e incongrui. Le riserve chiedono infine di inserire tra i vincoli del Psc i corridoi infrastrutturali del Ptcp e di eliminare le previsioni locali prive di valutazioni ambientali che contrastano con ambiti tutelati.