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Dibattito sempre più acceso sul tema della movida in Riviera: a parlare è di nuovo Gianni Indino

Il presidente di Confcommercio e Silb dalla parte delle aziende: «Stop ai battibecchi politici. Basta ai calendari di soli eventi gratis»

Attualità Riccione | 15:39 - 25 Giugno 2019 Un'immagine dall'alto del Cocoricò, il famoso club della notte riccionese chiuso da  una sentenza del tribunale Un'immagine dall'alto del Cocoricò, il famoso club della notte riccionese chiuso da una sentenza del tribunale.

Continua a infiammare il dibattito sull’intrattenimento notturno e il turismo giovanile in riviera. Sul tema torna a parlare anche Gianni Indino, presidente regionale e provinciale dell’associazione Imprese d’Intrattenimento di ballo e di spettacolo (Silb) nonché di Confcommercio della provincia di Rimini. Gli argomenti sono tanti: dai battibecchi tra politici alla chiusura del Cocoricò, con uno sguardo ben più ampio su come sta cambiando la notte romagnola. È un fiume in piena.

«Quelle dell’intrattenimento sono dinamiche molto complesse che non dovrebbero sottostare a ragionamenti di parte. Quel che succede ai locali della Riviera è un tema su cui la politica ha dimostrato di avere scarsa lungimiranza», lamenta il presidente, «chi arriva vuol cancellare quello che è stato fatto prima, ma non bastano una delibera o un’ordinanza: il tempo di riconversione del prodotto “intrattenimento” è più lungo e complesso e le amministrazioni, tutte, hanno una responsabilità enorme».
Di fatto, la Romagna è una terra che tira: «Se la gente sceglie le nostre destinazioni è anche perché siamo un brand, glamour e da qui passano le tendenze del divertimento, perché c’è Aquafan e c’era il Cocoricò. Se Riccione è sinonimo di divertimento il motivo è dovuto in buona parte anche da ciò che ha saputo esprimere la notte con il clubbing. Se spegniamo tutto e allunghiamo lo sguardo alle vie dello shopping, siamo sicuri che il nome della città resterà a lungo in alto tra i sogni dei turisti?», si chiede retorico, «Siamo sicuri che Misano lo diventerà? Con questa “operazione Chianciano” (con tutto il rispetto per la località termale) si rischia di fare una scelta deleteria che non va oltre al proprio naso. Il futuro del nostro turismo è la riviera di Romagna, unico modo per poter competere con le grandi destinazioni turistiche, soprattutto estere, che stanno erodendo ogni anno di più il nostro potere attrattivo».

Rispetto poi al tema dibattuto degli eventi gratuiti, Indino si schiera: «Non sono le stesse amministrazioni comunali a fare concorrenza alle imprese con mille eventi ed eventini gratuiti su tutto il territorio? Benissimo l’evento one shot o le grandi manifestazioni come la “Notte Rosa”, ma non esiste che per tutta l’estate sia la cosa pubblica a dettare il calendario di iniziative e concerti gratuiti investendo soldi pubblici e legando così le mani all’imprenditoria. Il “tutto gratis” del Marano non doveva nascere. A Rimini è stato lasciato ampio spazio ai chiringuitos, che possono fare feste e dj-set fino all’una di notte e il ballo, seppur non autorizzato, vien comunque da sé. Probabilmente la politica scoprirà tra qualche anno che ha fatto morire le imprese. Discutiamone tutti insieme, imprese e politica. Troviamo soluzioni: il turismo giovanile non è solo il nostro presente, ma anche il nostro futuro». (f.v.)