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Nidificazioni di fratino sulle spiagge riccionesi, Comune al fianco della specie a rischio

Sulla spiaggia di Marano nidi e cuccioli appena nati: il servizio Ambiente li proteggerà dai pericoli. Affissi cartelli

Ambiente Riccione | 15:10 - 25 Giugno 2019 Un esemplare di Fratino o uccello trampoliere (foto di repertorio) Un esemplare di Fratino o uccello trampoliere (foto di repertorio).

Il fratino o “trampoliere delle spiagge”, specie di uccello molto rara e a forte rischio d’estinzione e per questo tutelata dalla Comunità europea, ha scelto da poco le spiagge riccionesi per nidificare. Ecco perché il Comune, grazie alla sollecitazione del Wwf e all’interessamento dell’associazione ornitologica Emilia-Romagna, ha provveduto a proteggere l’area dei nidi che si trovano attualmente sulla spiaggia del Marano con recinzioni e segnaletica ad hoc, precauzioni che hanno consentito ai piccoli di nascere sulla sabbia, una delle particolarità di questa specie. Per proteggere i nascituri in particolare dai cani in libertà, il Servizio Ambiente comunale ha provveduto ad appoggiare sulla sabbia alcuni bancali, così che le nidiate possano rifugiarsi e sopravvivere. Una volta che i piccoli abbandoneranno la costa, tra qualche settimana, i bancali saranno rimossi.

«È un fatto assolutamente eccezionale che il fratino abbia scelto proprio le nostre spiagge per nidificare anche perché sono frequentate e non certo isolate», esclama l’assessore all’ambiente del Comune Lea Ermeti, «questa singolarità e le caratteristiche della specie ci hanno subito spinti ad adottare ogni accorgimento per proteggere un evento così raro, che è oltretutto indice del buono stato di salute di un ambiente marino».

I fratini si trovano sulla lista rossa delle specie in via d’estinzione: sono solo circa 1500 le coppie di questi volatili presenti in Italia. «Il Wwf sorveglierà la situazione assieme ai volontari Asoer», segnala Antonio Cianciosi del direttivo provinciale, «siamo di fronte a situazioni insolite e straordinarie che possono verificarsi anche grazie all’attenzione dell’amministrazione comunale, dei bagnini e del buon senso delle persone, per cui queste aree tutelate possono incentivare la procreazione dei piccoli animali». (f.v.)