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Terminato tra chiari e scuri il mandato della Garante dei diritti dei detenuti di Rimini Ilaria Pruccoli

Nella sua relazione sottolineate alcune contraddizioni della casa circondariale "Casetti"

Attualità Rimini | 15:02 - 18 Giugno 2019 La casa circondariale Casetti di Rimini (foto di repertorio) La casa circondariale Casetti di Rimini (foto di repertorio).

Ilaria Pruccoli, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e detenute nella Casa circondariale “Casetti” di Rimini, con il primo giugno ha terminato tra chiari e scuri il suo mandato triennale scegliendo con le dimissioni di non ripresentarsi per il secondo mandato. Osservazioni e malumori sono ben riassunti nella relazione conclusiva che ha presentato al Consiglio comunale.

«I problemi che hanno sempre colpito la figura del Garante non si sono ancora risolti del tutto: restano i dubbi sull’autonoma gestione delle spese e sul riconoscimento di un ruolo che non è soltanto teorico. Le motivazioni che mi hanno accompagnata fino ad oggi si stiano affievolendo e ritengo doveroso fare un passo indietro e lasciare l’incarico che così tanto mi ha arricchita, inorgoglita e fatta crescere, dal punto di vista professionale ma soprattutto umano».

Da anni la Casetti non ha più una direzione stabile: «Oggi il direttore temporaneo è Gianluca Candiano, già direttore del carcere di Rimini nel 2014, sempre per tamponare situazioni di posti vacanti. Sono diversi anni che Rimini affronta questa instabilità che ormai si è cronicizzata e pare che nessuno a nessun livello di amministrazione penitenziaria sappia come intervenire».

Ma dimenticando per un attimo lo sconforto, «vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto, aiutato e ascoltato in questo cammino: l’amministrazione comunale tutta, in particolar modo nella persona del vicesindaco Gloria Lisi e del suo staff, l’amministrazione aenitenziaria, l’equipe educativa del carcere, il corpo di Polizia penitenziaria e l’ispettore Gabriele Celli, gli operatori e i volontari che operano all’interno della Casa».

«Ci tengo a ringraziare in modo particolare Ilaria Pruccoli per il prezioso lavoro che ha svolto in questi anni», si accoda la vicesindaca Gloria Lisi, «un impegno importante portato avanti con serietà insieme all’amministrazione, che ha consentito di realizzare progetti e servizi a beneficio non solo dei detenuti ma, più in generale, di tutta la comunità riminese. Sono tante le attività culturali ed educative promosse anche dalle associazioni di volontariato, che si occupano di dare informazioni oppure di mettere in campo attività formative e professionali rivolte ai detenuti. Credo che la realtà del carcere, con tutte le sue problematiche e le sue opportunità, non debba essere considerata come una dimensione avulsa dal resto della città, ma una parte di essa che va conosciuta e considerata. In questo senso le funzioni del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, sono fondamentali. Un ruolo, istituito nel Comune di Rimini nel 2014 che, con il Consiglio Comunale, provvederemo a rinominare come prevede il regolamento».
 
QUALCHE DATO
Al 30 aprile le persone presenti nella Circondariale di Rimini sono 142 (121 i posti regolari), di cui 71 stranieri. Non tutti, ovviamente, hanno subito condanna definitiva. Tra le nazionalità più rappresentate ci sono Marocco e Albania. Una situazione piuttosto differente rispetto alla media nazionale, che vede una media di detenuti stranieri molto inferiore. I servizi ai quali i detenuti possono accedere sono la biblioteca, che conta un migliaio di volumi, lo sportello “Centro d’Ascolto” gestito da operatori dell’associazione “Madonna della Carità”, che si occupa anche del percorso settimanale “Caffè corretto”, dedicato a esperienze di lettura dei quotidiani e riviste, scrittura, poesia, musica, cinema, informazione, educazione civica, volontariato, salute e stili di vita sani.