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Rimini: rivendita di kebab segnalata all’Ausl per carenze igienico sanitarie

Venti attività sanzionate dalla Polizia Locale a Miramare per violazioni

Cronaca Rimini | 11:46 - 15 Giugno 2019 Kebab Kebab.

Proseguono i controlli da parte dei presidi territoriali della polizia locale di Rimini per il rispetto del regolamento comunale per la valorizzazione dell’offerta commerciale negli esercizi di vicinato presenti sul territorio comunale. Un’attività che in questi giorni si è concentrata in particolare sulla zona di Miramare dove gli operatori sono stati impegnati in numerose verifiche sia per accertare che la regolarità delle occupazioni di suolo pubblico sia per l'esposizione delle merci secondo i criteri del regolamento comunale per il decoro urbano- Nonostante la campagna informativa messa in campo dall’Amministrazione in collaborazione con  le associazioni di categoria, in tutti i 20 esercizi controllati sono state riscontrate violazioni. Cinque attività sono risultate non essere in regola per l'occupazione di suolo pubblico, in quanto i titolari avevano occupato lo spazio del  marciapiede prima del rilascio dell’autorizzazione richiesta all’ufficio Cosap. I restanti esercizi di vicinato sono stati invece sanzionati per la non corretta esposizione della merce.
Gli agenti inoltre hanno effettuato controlli specifici in un'attività artigiana di vendita di kebab di nuova apertura, che già a prima vista appariva carente dal punto di vista igienico sanitario. Entrati nel retrobottega, dove sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione, gli agenti hanno verificato come gli alimenti, seppur confezionati e a lunga conservazione, fossero conservati di fianco a rifiuti e barattoli di vernice. La situazione è stata subito segnalata al dipartimento igiene e sanità dell'Ausl Romagna-Rimini, per le verifiche di competenza.
L’attività a Miramare non si focalizza solo sugli esercizi di vicinato, ma anche sulle attività alberghiere: Polizia Locale e ispettorato del lavoro di Rimini sono impegnati nei controlli per il contrasto al lavoro nero e per le verifiche dei livelli di classificazione delle strutture ricettive alberghiere in relazione alla legge regionale.