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Chiusura Cocoricò, il silb: 'discoteche assediate dall'opinione pubblica, non siamo il male'

Intervento del presidente Gianni Indino che lancia una frecciata all'amministrazione comunale di RIccione

Attualità Rimini | 18:03 - 14 Giugno 2019 Chiusura Cocoricò, il silb: 'discoteche assediate dall'opinione pubblica, non siamo il male'

La chiusura del Cocoricò, storica discoteca di Riccione, ha indotto a una riflessione Gianni Indino, presidente del Silb Emilia Romagna. Indino esprime il suo rammarico per la chiusura "della discoteca più famosa d'Italia nel mondo, locale che per decenni ha contribuito alle fortune di Riccione, della Riviera romagnola e dell'Italia intera", criticando chi "balla sulle sue ceneri tirando un sospiro di sollievo", con le discoteche che diventano capri espiatori dei mali della società. Non è dunque chiudendo le discoteche che il mondo diventa migliore, anzi, rimarca Indino, "i ragazzi hanno bisogno di stare insieme, di avere luoghi aggregazione, e non solo di smartphone o di realtà e amicizie virtuali. Luoghi per la loro età, dove divertirsi e trovare un confronto con i coetanei e, perché no, con la realtà". Chiudere le discoteche non significa eliminare i pericoli per le persone più giovani.

I LOCALI NEL MIRINO DELL'OPINIONE PUBBLICA. "Il sistema ha dato a noi imprenditori della notte un ruolo che non ci compete, quello di educatori, mettendoci sul banco degli imputati ad ogni comportamento più o meno scorretto degli avventori, dentro o fuori il locale", è il nodo della riflessione di Gianni Indino. L'imprenditore del mondo della notte deve certamente impegnarsi perché le serate trascorrano nel segno della sicurezza, collaborando con le forze dell'ordine, ma non può essere responsabile per il comportamento di terzi. "Come presidente locale del sindacato di categoria, avverto nell’opinione pubblica uno stato di attacco, di assedio mi verrebbe da dire, che sul nostro territorio rischia di mettere in ginocchio un settore chiave per il turismo e l’economia come quello dell’intrattenimento notturno e il grande lavoro di un’imprenditoria sana e con tanta voglia di crescere e di innovarsi", attacca Indino.


IL PROBLEMA ALCOL. Indino sottolinea lo stato di ansia dei titolari di locali, "responsabili inconsapevoli di azioni che per la magigor parte avvengono all'esterno o addirittura a locale chiuso". Il problema del consumo di alcol non è sottovalutato da parte degli imprenditori notturni: "siamo in prima linea con varie azioni di sensibilizzazione ormai quotidiane. Va sottolineato come i prezzi di una consumazione in discoteca siano i primi deterrenti per l’abuso di alcol, che nella maggior parte dei casi avviene ben prima dell’entrata nel locale, in altri luoghi e con altre modalità a bassissimo prezzo, come nei market". Nella lunga lettera aperta di Indino, non manca una frecciata all'amministrazione comunale: "a Riccione il giorno dopo la chiusura del Cocoricò, simbolo della movida, l'amministrazione parla già di accordi per il cambiamento di destinazione d'uso". Un altro problema che affligge i titolari delle discoteche è il proliferare di feste abusive in locali che non potrebbero allestire spettacoli con musica e balli. Nonostante tutto però Indino, a nome della sua categoria, non getta affatto la spugna: "Usciremo dalla crisi con la passione che da sempre ci anima e con l’innovazione. Il mercato impone un cambio di pelle e i nostri imprenditori stanno già cavalcando l’onda del cambiamento".