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Mercatone Uno, indagato per bancarotta fraudolenta l'amministratore della holding

Riscontrato un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro maturato in nove mesi, con perdite di cinque-sei milioni al mese

Attualità Emilia Romagna | 13:39 - 13 Giugno 2019 Punto vendita Mercatone Uno Punto vendita Mercatone Uno.

E' indagato per bancarotta fraudolenta nel fascicolo aperto nei giorni scorsi dal procuratore aggiunto di Milano Riccardo Targetti e dal pm Roberto Fontana, Valdero Rigoni, ceo di Shernon Holding, la società che gestiva 55 punti vendita di Mercatone Uno e che è fallita, con sentenza del Tribunale milanese, nelle scorse settimane. Un fallimento di cui gli oltre 1.800 lavoratori sono venuti a conoscenza nella notte tra il 24 e 25 maggio scorso e solo via Facebook e WhatsApp. Il fascicolo era stato aperto nei giorni scorsi per bancarotta dopo il deposito in Procura (gli stessi pm, tra l'altro, avevano chiesto ai giudici che venisse dichiarato il fallimento della holding) della relazione del curatore fallimentare, l'avvocato Marco Angelo Russo. Ipotesi di bancarotta fraudolenta contestata ora nei confronti dell'amministratore della holding fallita nell'ambito delle indagini della Gdf milanese.

I 55 punti vendita del gruppo Mercatone Uno, tra cui quello di Rimini, erano stati ceduti nell'agosto scorso dall'amministrazione straordinaria del gruppo alla Shernon Holding, società che, tuttavia, già a febbraio scorso ha chiesto di essere ammessa al concordato preventivo dopo le istanze di fallimento presentate da alcuni fornitori. Una richiesta dichiarata, però, inammissibile dal Tribunale fallimentare di Milano a causa dell'indebitamento. I giudici, infatti, hanno riscontrato per la Shernon un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro maturato in nove mesi, con perdite gestionali fisse di cinque-sei milioni al mese, unito "alla totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori". Ora le indagini si concentrano proprio sulla gestione della holding negli ultimi mesi. La Procura di Bologna, invece, aveva già aperto un'inchiesta per bancarotta, con una serie di sequestri disposti a inizio 2017, dopo l'amministrazione straordinaria scattata nel 2015, quando l'azienda aveva ormai 500 milioni di indebitamento.