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Errata segnaletica della sosta, i vigili continuano a colpire in via Lavatoio: riscoppia la polemica

Ora i residenti si sono organizzati con una chat su Whatsapp per segnalare l'arrivo della Municipale e portare via le auto

Attualità Rimini | 06:56 - 16 Giugno 2019 Il "raid" della Polizia Municipale, foto di repertorio Il "raid" della Polizia Municipale, foto di repertorio.

Riscoppia la polemica, sollevata da cittadini e commercianti, per l'errata segnaletica di regolazione della sosta in via Lavatoio a Rimini. Nella via c'è una segnaletica orizzontale che contraddice quella verticale: la prima è una striscia continua che vieta il parcheggio ai bordi della strada, la seconda indica il divieto di sosta solo sulla destra, mentre sulla sinistra è circoscritto solamente a un tratto in prossimità di un passo carraio (con tanto di freccia a indicare la fine del divieto). Eppure il venerdì pre-pasquale riservò una sgradita sorpresa a una ventina di automobilisti, tutti sanzionati. Un intervento che destò sorpresa, perché tutti erano abituati a parcheggiare senza mai incappare in contravvenzioni. Il "raid" della Polizia Municipale si è ripetuto due volte: lunedì 6 maggio e lunedì 10 giugno. I residenti si sono organizzati con una chat su Whatsapp, come racconta uno di loro: "Abbiamo avuto quest'idea, infatti lunedì ho avvisato subito, quando ho visto l'arrivo delle vigilesse: qualcuno è riuscito a portare via la macchina, evitando la multa. La Polizia Municipale ha fatto tutta la via, dall'inizio alla fine". Il problema resta, nonostante il prodigarsi degli interessati (compresi i commercianti di via Garibaldi). Sono state fatte due segnalazioni al Comune di Rimini ed è stato richiesto un incontro con l'assessore Roberta Frisoni. Pare che da palazzo Garampi siano stati possibilisti sulla richiesta di interrompere la riga continua orizzontale. Ma ancora non è stato fatto nulla. L'avvocato Nicolas Cicchini, anch'egli interessato alla vicenda in quanto "vittima" dell'incoerente segnaletica, ha presentato un esposto. La vicenda avrà dunque una coda in tribunale.