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Difesa della costa, a fine estate al via la sperimentazione con la barriera antierosione

La barriera Wmesh permette il libero deflusso dell’acqua favorendo l’ossigenazione

Attualità Riccione | 14:50 - 10 Giugno 2019 La tecnica La tecnica "Reef Ball".

A fine stagione estiva partirà la seconda fase della sperimentazione in mare con la barriera antierosione dei Wmesh. Dopo la prima fase consistita in prove di staticità dei moduli lunghi 6 metri e larghi 3, si entra così nel vivo della sperimentazione con l’allungamento e l’avvicinamento dei Wmesh alla attuale barriera di sacchi sommersi per valutare gli effetti prodotti dalle opere di difesa della costa, a partire dalle operazioni di ripascimento fino agli interventi periodici svolti dal Servizio Tecnico Regionale di difesa della costa.
 
“E’ nelle corde di questa amministrazione focalizzare e individuare nuove metodologie a difesa della risorsa più importante che abbiamo dal punto di vista ambientale quale è il mare - commenta l’assessore al demanio Andrea Dionigi Palazzi - Garantire agli operatori e ai nostri turisti una città produttiva e attrattiva, sia economicamente che sul versante turistico, significa anche individuare e studiare metodi innovati per analizzare il fenomeno dell’ erosione del litorale con fermezza e, allo stesso tempo, con prospettive positive in termini di ripopolamento della fauna e della flora marine. Ecco perché daremo seguito alla sperimentazione dei Wmesh posizionati davanti all’ex colonia Enel così come dei Reef Ball, un’altra barriera di moduli sommersi in calcestruzzo ecocompatibile”.
 
La barriera Wmesh che permette il libero deflusso dell’acqua favorendo l’ossigenazione, contrastando l’anossia del mare e per questo adatta allo sviluppo dell’habitat marino, è oggetto dall’inizio dell’anno di un progetto di ricerca denominato Stimare – Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione, coordinato dall’Università di Bologna, realizzato assieme al Politecnico di Bari e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. I ricercatori hanno acquisito i dati meteo marini relativi al movimento delle onde, dei livelli del mare e delle diverse condizioni metereologiche succedutesi da mese di gennaio ad oggi. Sono inoltre partite delle riprese video con l’ausilio di droni, mentre è in procinto di iniziare un monitoraggio ecologico affidato al gruppo di ecologia dell’Università di Bologna, per rilevare le colonie di pesci attecchite attorno a Wmesh. Ingegneri costieri sono al lavoro per svolgere batimetrie e studi di idrodinamica attraverso telecamere apposite. E’ in fase di predisposizione un modello di propagazione delle onde per la descrizione delle correnti marine, del fenomeno erosivo e del trasporto di sedimenti.

La prossima settimana il Comune di Riccione, assieme ai Comuni di Cervia e Margherita di Savoia, saranno ripresi come casi di studio ad Honolulu in occasione della conferenza internazionale Isope (International Society of Offshore and Polar Engineers) su tematiche di ingegneria e sperimentazioni marine.