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Rimini, Sindacato di Polizia ricorda Antonio Mosca nell'ambito del Memorial Day

Tangibile la commozione in sala della famiglia del poliziotto ucciso dai fratelli Savi

Attualità Rimini | 19:37 - 07 Giugno 2019 Antonio Mosca, poliziotto ucciso nel 1989 dalla banda della Uno Bianca Antonio Mosca, poliziotto ucciso nel 1989 dalla banda della Uno Bianca.

Venerdì mattina, la segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia ha organizzato il “Memorial Day Ad Antonio Mosca”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Memorial Day con cui il Sap promuove eventi in tutta Italia perché nessuno dimentichi il sacrificio di quanti in nome della verità e della giustizia hanno sacrificato la loro vito o ancora ne portano i segni sulla propria pelle. La cerimonia ha avuto inizio presso la caserma intitolata ad Antonio Mosca dove è stata deposta una corona di alloro. Il ricordo di Antonio è continuato presso la Sala del Giudizio del Museo della Città alla presenza delle massime cariche provinciali, cittadini e amici, dove i relatori hanno ricordato la figura di Antonio e portato la loro testimonianza. Sono intervenuti l’on. Gianni Tonelli, Segretario Generale Aggiunto del SAP, Elisabetta Aldrovandi, Pres. Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime Garante Tutela vittime Lombardia, Ada di Campi, poliziotta, recentemente nominata Ufficiale al merito della Repubblica Italiana, colpita nell’agguato in cui fu ferito anche Antonio Mosca, Luciano Baglioni, sostituto commissario di polizia anch’egli presente la sera dell’agguato e protagonista delle indagini, insieme al collega Pietro Costanza, che hanno portato alla cattura degli autori scagionando 80 persone, erroneamente accusate dei gravi reati commessi dai Savi, Francesco Mosca figlio di Antonio anche lui in Polizia, e il giornalista Andrea Rossini. Tangibile la commozione in sala della famiglia di Antonio, presente la moglie Gabriella e la figlia Veronica e dei presenti che più volte hanno interrotto le testimonianze con fragorosi applausi.


SINDACATO AUTONOMO DI POLIZIA RIMINI Particolarmente toccanti le parole di Luciano Baglioni e Ada Di Campi che hanno raccontato i dettagli di ciò che accadde quella maledetta sera. Il dovere di una società civile è quello di tenere viva la memoria di quanti, appartenenti alle forze dell’ordine, magistrati, giornalisti, sacerdoti e gente comune hanno speso la alle forze dell’ordine, magistrati, giornalisti, sacerdoti e gente comune hanno speso la loro vita al servizio del bene e di chi, rimasto, porta sulla propria pelleloro vita al servizio del bene e di chi, rimasto, porta sulla propria pelle i segni indelebili i segni indelebili della sofferenza.della sofferenza. L’On. Tonelli ha ribadito che " Le forze dell'ordine sono state le prime vittime del marchio dell'infamia degli atti di questi pazzi, delinquenti, che nulla a che fare avevano con i valori della giustizia, con il senso del dovere e con lo spirito di servizio." A loro è dedicata questa giornata.