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Rimini Calcio, clamoroso: vicina una partnership col gruppo Samorì. Giovedì mattina il faccia a faccia

Grassi resterebbe col 40% in attesa di uscire di scena. Recchi responsabile dell'area tecnica, in arrivo un dg

Sport Rimini | 21:40 - 06 Giugno 2019 Da sin. Giorgio Grassi e Giampiero Samorì (nella gallery Antonio Recchi) Da sin. Giorgio Grassi e Giampiero Samorì (nella gallery Antonio Recchi).

I prossimi giorni, forse le prossime ore, saranno decisive per le sorti del Rimini Calcio. Lunedì scorso il noto consulente finanziario faentino Giulio  Mongardi, in rapporti d’affari e di amicizia con l’avvocato modenese Gianpiero Samorì, si è presentato da Giorgio Grassi accompagnato da un giovane legale romagnolo. Dopo le parole del patron, che in conferenza stampa ha annunciato nel giorno della presentazione del ds Sandro Cangini la volontà di trovare partner a cui cedere in parte o in toto il club, Mongardi è tornato alla carica con una proposta d’acquisto del 60 per cento delle quote mettendo nero su bianco i punti dell’accordo. 
In un secondo momento Grassi uscirebbe di scena in maniera definitiva lasciando spazio ad un non meglio identificato fondo internazionale il quale è interessato alla pari di Samorì alla realizzazione della Cittadella dello sport alla Gaiofana per farne una accademia internazionale. Definito anche l'organigramma. Mongardi avrebbe il ruolo di vice presidente e responsabile del marketing strategico; Antonio Recchi, ex ds del Cesena e di altri club (è il figlio di Angelo, il portiere che vestì anche la maglia del Rimini), diventerebbe responsabile dell’area tecnica; l’avvocato romagnolo, amico di Mongardi, avrebbe il ruolo di direttore operativo. Grassi si sarebbe riservato una risposta a breve.
La notizia della trattativa, rimasta sotto traccia per giorni, è venuta a galla perché nel calcio i segreti durano poco: a Sassuolo, per le fasi finali del campionato Primavera, giovedì pomeriggio non si parlava d’altro tra gli addetti ai lavori.

IL PRIMO APPROCCIO Per chi avesse la memoria corta ricordiamo che proprio Altarimini a dicembre scorso scrisse dell'interesse del gruppo Samorì per il club biancorosso intervistando lo stesso Mongardi. Grassi, più volte interpellato anche nelle settimane scorse, liquidò sempre la vicenda con poche parole: “Niente di concreto”. Ma allora il patron non era dell’idea di sbarazzarsi del suo giocattolo, ora, invece, gli scenari sono cambiati come si è capito dalle stesse parole di Grassi.
Grassi è andato a fondo alla proposta, ci ha pensato, deve aver valutato che tra le tante è quella più interessante. Giovedì alla Grabo si è tenuto un altro faccia a faccia. Con Mongardi erano presenti Recchi e il professionista romagnolo amico di Mongardi, a fianco di Grassi lo stesso Sandro Cangini a cui spetterà decidere se restare o meno nel caso in cui Grassi si decida ad accettare la partnership. Si sa, invece, che mister Petrone resterà alla guida del Rimini in forza del suo contratto e perché a quanto pare ha un buon feeling  con il ds in pectore Recchi .

I PERSONAGGI Da Coriano non è stato possibile avere commenti sull’indiscrezione. Arrivano invece da Mongardi, conosciuto in Romagna per la lunga militanza politica (per 12 anni è stato nella segreteria di De Michelis), già con Giancarlo Minardi nel Faenza Calcio (“Diedi io Floccari al Rimini”), in rapporti col tessuto imprenditoriale romagnolo a 360 gradi, da queste parti in passato al fianco di Gerardo Filiberto Dasi (“Il mio sogno è rilanciare il Centro Pio Manzù come ponte per i rapporti con l’Africa e i Paesi del Golfo”). “Dal 1994 inseguo il Rimini, sono stato grande amico di Bellavista. Ho fiducia che l’affare vada a buon fine e faremo un grande campionato” dice a tarda ora dalla sua casa di Faenza.
 Samorì, tra le (tante) cose è presidente di Banca Modenese e Assicuratrice Milanese, editore, socio di riferimento della holding di partecipazioni Modena Capitale che amministra un patrimonio di circa 200 milioni di euro, presidente e fondatore del partito politico MIR - Moderati Italiani in Rivoluzione -. Al bel vedere manca poco. I tifosi aspettano con ansia di conoscere il futuro del Rimini Calcio.

Stefano Ferri