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Arrestati ex gestore di locale e 'ombrellina' Motogp maghi del furto: ripulivano residence di Riccione

Venti i colpi, recuperata quasi tutta la refurtiva. Accusati anche di un'estorsione a danno di una loro dipendente

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Cronaca Riccione | 14:47 - 06 Giugno 2019 Il Capitano dei Carabinieri di Riccione Marco Califano Il Capitano dei Carabinieri di Riccione Marco Califano.

Tre arresti sono stati eseguiti dai carabinieri di Riccione. Sono in carcere una coppia di origini baresi – lui di 38 anni e lei di 37, ex ombrellina delal Motogp – una sorta di Bonnie e Clyde del crimine, e il fratello dell'uomo, di 32 anni. I reati loro ascritti sono: furto, estorsione, ricettazione. Riguardo a questo reato, avrebbero cercato di piazzare un Rolex rubato con la collaborazione di una una quarta persona - il titolare di un Compro Oro – sottoposta all'obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria.

La coppia avrebbe commesso una serie di furti ai danni di appartamenti di residence di Riccione, in particolare della zona Abissinia e di via Trento e Trieste. Una ventina gli episodi. Dopo aver rubato le chiavi raggirando le donne dell'impresa di pulizia, la coppia barese ha svaligiato gli appartamenti di oggetti di valore, computer portatili, occhiali griffati per un valore complessivo tra i 50 e i 60mila euro. Non paghi, marito e moglie avrebbero fatto sparire anche auto parcheggiate – Mercedes Classe A e una Audi A4 di ingente valore .- poi ritrovate nel giro di un paio di giorni in parcheggi limitrofi dove erano state lasciate in attesa di essere camuffate.

Sulla coppia gli investigatori sono risaliti partendo da indagini sull'incendio alla discoteca Bobo al confine tra Misano e Riccione, nella primavera dell'anno scorso (l'uomo era stato in passato gestore del locale). In particolare attraverso le intercettazioni i carabinieri hanno scoperto i furti in serie: la refurtiva dei colpi riccionesi è stata in gran parte recuperata già a giugno dell'anno scorso e così quella di un altro colpo messo a segno in Svizzera per un valore di circa 60mila euro ai danni di una turista che la coppia si era fatta fatta amica in Romagna.

Non è finita qui. La donna gestiva un bar adiacente ad un distributore di benzina vicina all'uscita del casello autostradale di Riccione. Nottetempo ha svaligiato il locale (un migliaio di euro) insiem al compagno e al suo fratello lasciando all'uscita del bar la porta aperta. La dipendente, quando la mattina ha riaperto il locale, ha dato l'allarme. Qui è scattato il perfido colpo. La dipendente si è vista accusare dai suoi datori di lavoro di negligenza in quanto a loro dire sarebbe stata lei ad aver lasciato la porta aperta del bar al momento della chiusura e per questo gli è stato congelato lo stipendio fino a copertura della somma rubata. E quando glielo hanno pagato dopo un paio di mesi gli hanno fatto visita a casa rubandogli i soldi consegnati poco prima. Da qui il reato di estorsione.

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