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Quasi 5 milioni dalla vendita delle azioni di Hera. La Lega critica la decisione del Comune di Rimini

La V commissione consiliare ha dato parere favorevole alla proposta di vendita delle azioni di Hera da parte del Comune

Attualità Rimini | 14:37 - 04 Giugno 2019 Municipio di Rimini Municipio di Rimini.

La V Commissione consiliare ha dato parere favorevole alla proposta di vendita da parte di Rimini Holding, società in house del Comune di Rimini, della quota di “azioni libere” detenute in Hera spa. Nel dettaglio si tratta di 1.878.628 azioni (che rappresentano circa il 9,2% della partecipazione societaria complessiva della Holding) che, nel rispetto del contratto di sindacato sottoscritto dai soci pubblici di Hera, possono essere messe in vendita. Si tratta di una revisione al rialzo della quota già destinata ad essere messa sul mercato nel 2019 (pari ad un massimo di 750.000 azioni) e che deriva dalla volontà di raggiungere due importanti obiettivi, spiega l'amministrazione comunale: da una parte dimezzare il mutuo residuo che la Holding ha verso Monte Paschi di Siena, ma soprattutto andare ad aggiungere risorse a copertura degli importanti investimenti previsti dal Comune di Rimini su tutto il territorio.

LA STIMA DI INCASSO


Attraverso la vendita delle azioni libere di Hera si prevede quindi di incassare circa 4,7 milioni di euro: una stima – fatta su valori prudenziali - che potrebbe consentire alla Holding di destinare circa 1 milione di euro a parziale anticipata estinzione del mutuo con Mps (a fronte degli 897 mila euro previsti) e circa 7,4 milioni di euro al socio unico Comune di Rimini, 4 milioni in più rispetto alla somma iniziale. Le risorse rivolte al Comune saranno quindi dedicate a finanziare quelle opere su tutto il territorio che rientrano in parte straordinaria, “nell’ambito – spiega l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – di una costante rimodulazione del piano triennale degli investimenti e delle forme di finanziamento, necessaria sia per l’emergere di nuove esigenze sia perché spesso queste opere sono legate a forme di contributi da enti terzi che non possiamo perdere.  Un esempio: solo scorsa settimana il consiglio ha approvato una variazione di bilancio per la copertura di interventi per l’edilizia scolastica che ammontano complessivamente a circa 4 milioni. Si tratta di opere rilevanti, tra tutte l’intervenro alla scuola Ferrari che da sola vale 2,9 milioni e per la quale il Miur ha riconosciuto un contributo di 900 mila euro. Attraverso l’incasso previsto dalla vendita delle azioni libere di Hera andremo quindi a ripristinare le risorse necessarie per finanziare gli investimenti in parte straordinaria”.


La proposta, una volta approvata dal Comune attraverso il confronto e la delibera del Consiglio Comunale, sarà portata all’esame dell’assemblea dei soci della società, prevista per il 18 giugno, che autorizzerà l’amministratore unico di Rimini Holding all’attuazione della vendita, prevista tra la fine di giugno e il mese di settembre,


LA LEGA CRITICA: MAGGIORANZA COME CONTADINO CHE VENDE I CAMPI


Il consigliere della Lega Matteo Zoccarato è critico nei confronti della decisione della maggioranza di Palazzo Garampi. Le azioni in questione sono un "tesoretto per la comunità riminese" che "garantiscono al comune entrate importanti in termini di dividendi, entrate sicure e indolori per i contribuenti; e che comportano ovviamente maggiori servizi, o minori necessità di attingere dalle tasche dei cittadini". Zoccarato usa una metafora: "Andare a vendere queste azioni per abbattere un debito con un piano di ammortamento già definito, mi ricorda tanto quel contadino che vende i propri campi per estinguere in anticipo il mutuo della casa, che era comunque in grado di sostenere. Ora il mutuo é estinto, ma non ha più di che mangiare. É chiaro dunque che questa operazione, in termine economico-finanziario, é miope e porterà benefici solo nel breve termine. Ma la città continuerà a vivere anche dopo il 2021".

Zoccarato ricorda anche che due anni fa fu venduta un'altra tranche di queste azioni, ma non c'è stata traccia del grande piano di riasfaltatura strade che doveva essere realizzato con parte degli introiti. "In conclusione, questa continua e costante disperata ricerca di risorse da parte dell'amministrazione, che si traduce nella dismissione dei gioielli di famiglia e nell'aumento di tasse e tariffe a destra e a manca (l'addizionale Irpef é solo l'ultima della serie), ci fa sospettare che la situazione generale non sia cosi rosea come ce la stanno disegnando", attacca Zoccarato.