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Divieto di discriminazione per l'orientamento sessuale: ecco la vera vittoria del Referendum di San Marino

Il secondo quesito ha apportato un'importante modifica alla Dichiarazione dei diritti dei cittadini

Attualità Repubblica San Marino | 16:24 - 03 Giugno 2019 Il referendum del 2 giugno a San Marino ha lanciato un importante segnale di apertura alle unioni civili Il referendum del 2 giugno a San Marino ha lanciato un importante segnale di apertura alle unioni civili.

Nel voto al referendum del 2 giugno il popolo della Repubblica di San Marino ha confermato con un travolgente 71,46 per cento di consensi la proposta (contenuta nel secondo quesito) di inserire il divieto di discriminazione per orientamento sessuale per unioni civili e diritti conseguenti nella legge costituzionale. San Marino diventa così l'undicesimo stato al mondo a prevederlo insieme a Gran Bretagna, Svezia, Portogallo, Malta, Bolivia, Ecuador, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Messico e Sudafrica.

Analizzando il risultato complessivo del quesito referendario «possiamo dire che è stato un grande successo di voto popolare e consapevole», esclama il presidente Arcigay Rimini (che è anche il comitato di riferimento territoriale per San Marino) Marco Tonti. «Questo risultato, unito alle altre esperienze referendarie nel mondo sui diritti LGBT, dovrebbe essere un segnale e un monito anche fuori dai confini sammarinesi e soprattutto per l'Italia. Ci complimentiamo con la Repubblica per questo passo epocale di civiltà, soprattutto pensando che a San Marino l'omosessualità è stata criminalizzata fino al 2004. Lo facciamo con l'orgoglio e la felicità di aver contribuito sostanzialmente a questa evoluzione prima collaborando alla legge sulle unioni civili – approvata specialmente grazie a Paolo Rondelli del Comitato promotore e alla prima firmataria Valentina Rossi – e oggi avendo sostenuto con forza questo referendum risultato in un clamoroso successo».

Proprio dal comitato promotore della legge di iniziativa popolare per l’introduzione e la regolamentazione delle unioni civili nella Repubblica arriva in giornata un altro messaggio: «Esprimiamo profonda soddisfazione e gioia per l’esito del secondo quesito del referendum di domenica. La cittadinanza ha confermato la volontà di inserire il divieto di discriminazione per orientamento sessuale direttamente nella “Dichiarazione dei Diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese”: in questo modo la Repubblica del Titano diventa l’undicesimo stato al mondo a prevedere una simile tutela. Si tratta di un passo ulteriore, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili del 20 novembre, che va a porre il suggello della cittadinanza allargata a un percorso che proprio dalla cittadinanza era spontaneamente partito. Non possiamo che ringraziare i 10 mila concittadini e concittadine che hanno manifestato il proprio sostegno, dimostrando che l’apertura verso i diritti civili è oggi forte nel Paese. La vittoria schiacciante di ieri è l’espressione chiara di una popolazione che può sembrare silente ma che aspetta solo l’occasione per sostenere battaglie di civiltà e di estensione dei diritti. Auspichiamo che questo successo sia solo il primo passo di una stagione popolare ricca di riconoscimenti di nuovi diritti su tutti i fronti, animata da un profondo e proficuo dibattito, a partire dalla proposta di legge sull’interruzione volontaria di gravidanza che a breve andrà in discussione, sino a tematiche altrettanto fondamentali come il trattamento del fine vita». (f.v.)