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Body builder da competizione e coppia nella vita: ecco la storia di Cristian e Serena

Attualità Rimini | 07:29 - 03 Giugno 2019 Serena Modesti e Cristian Severini al termine dell'ultima gara del 26 maggio Serena Modesti e Cristian Severini al termine dell'ultima gara del 26 maggio.

Lui è Cristian Severini, 47 anni di Riccione e di professione personal trainer. Lei è Serena Modesti, 40 anni dell’Isola del Giglio (Grosseto) e già fotografa, ora impiegata delle Poste Italiane a Rimini. Tra le molte cose che li accomunano, una fra tutte è un’autentica passione condivisa: quella del body building.

«Serena lavorava con il fotografo ufficiale delle gare di federazione che io facevo come atleta. Lei all’epoca non faceva body building, sempre una ragazza sportiva. L’ho trascinata io in questo mondo». Da 8 anni sono una coppia, da 2 sono anche marito e moglie. «Ci alleniamo sempre assieme, lei si è appassionata da quando ci siamo conosciuti e nel frattempo si è anche messa a studiare prendendo diversi diplomi e master, dedicandosi molto all’argomento».

Cristian ha gestito prima una palestra a Riccione dal 1992 al 1996, una a Misano Adriatico dal 1996 al 2011. Da quell’anno ha iniziato a lavorare come personal trainer libero professionista nella zona di Rimini con il nome di “CS team”. «Ho cominciato a fare le gare nel 1994: il primo titolo importante a livello italiano l’ho vinto nel 2004 ma ne ho fatte tantissim, le ultime vinte durante l’inverno tra novembre e dicembre nella competizione internazionale “Venice Cup - IFBB pro league” di Padova. Ho partecipato anche a “Mr. Universo” a Torino, vincendo sia la categoria 85 kg sia quella over 40».

Domenica 26 maggio la squadra da lui preparata, composta da 3 ragazzi e 2 ragazze bikini, ha partecipato al campionato italiano Federazione CIBB a Bologna: 3 sono diventati vicecampioni, ci è mancato poco perché scalassero il podio fino in vetta. Stiamo parlando di Mattia Zaffini, categoria juniores ha 24 anni di Carmignano provincia di Pesaro; Serena Modesti, che ha vinto il secondo posto in 2 categorie (bikini e master), Naiana Ferriera, di origine brasiliana di 32 anni. Alle gare qualificanti tutti hanno ottenuto ottimi piazzamenti sul podio. «Serena aveva vinto una gara molto importante nel 2015, la qualifica per andare negli Stati Uniti», ricorda Cristian, «purtroppo però ha dovuto subire un intervento che l’ha fermata per un mese e mezzo. Preparare le gare è molto faticoso, come allenatore ma anche come atleta. Non ho mai mollato per via dei miei allievi: se lo avessi fatto avrei fatto un torto a tutti». Sessioni intense, alimentazione iper controllata, costanza e determinazione: il body building è uno sport di squadra, anche se la competizione è del singolo. «Ancora oggi, nonostante io abbia il mio bagaglio di esperienza, ho comunque chi mi segue, anche perché si trova sempre qualcuno che ne sa più di te. Una guida ci vuole, anche solo per darti la giusta motivazione. Ho provato a preparare le gare da solo ma è molto difficile, arrivi a un certo punto che la testa non ti funziona più. Dev’esserci qualcuno che ti sostiene, che ti supporta».

La coppia in questo caso è un fattore vincente: «Cerchiamo sempre di non gareggiare nello stesso periodo: mia moglie ha gareggiato ora mentre io l’ho fatto in inverno, questo perché quando si è vicini alla gara si è molto stanchi e stressati, quindi se uno dei due rimane operativo si campa, sennò è complicato». All’interno del settore ci sono tante coppie di atleti come loro: «Lo stile di vita dei body builder è talmente particolare che o hai vicino una persona che ti capisce, altrimenti devi trovare qualcuno che provi, almeno in parte, a fare quel che fai tu».

Lontano dalle gare Severini si allena 4 volte a settimana, mano a mano che ci si avvicina gli allenamenti diventano giornalieri, combinando alle volte anche la parte cardio a quella pesi. La cosa più difficile rimane sempre il regime alimentare: «ci dedichiamo sempre un giorno alla settimana per sgarrare, per il resto siamo sempre a dieta. Questo è uno sport da palestra, perché è l’unica attività dove si può fare un lavoro mirato, uno sviluppo mirato e un dimagrimento mirato».

Le categorie “bikini” e “man physique”, nate da qualche anno, hanno avvicinato molte persone comuni, anche non particolarmente allenate, al culturismo, pratica che fino a qualche anno fa sembrava difficile e inaccessibile: «Prima il culturista più grosso veniva visto come un fenomeno da baraccone, ma con queste categorie nuove sono nati atleti nuovi, come anche ragazze che prima ambivano a Miss Italia, mentre ora vogliono fare le gare bikini. Molte di loro mi mostrano foto di atlete body builder da categoria bikini e mi chiedono come si diventa come loro. La mia risposta è sempre la stessa: se non vogliono fare le gare, dovranno comunque allenarsi in quello stesso modo, perché se quel fisico lo vogliono mostrare al mare e non in passerella poco cambia». Il rischio di diventare molto grosse poi sembra lontano: «La grossa differenza tra uomo e donna è il testosterone: l’uomo ne ha di più, quindi quando si allena diventa molto grosso. La donna invece ha un limite dovuto alla fisiologia. Il fatto è che molte hanno già una bella massa muscolare che appare con il dimagrimento da allenamento, anche se il giro coscia per esempio diminuisce. È normale». Il culturismo è uno sport estetico, cura del corpo, «lo si fa essenzialmente per lo specchio. Poi indubbiamente il mangiar bene, avere un fisico tonico e allenato porta a risparmiare tanti altri problemi come dolori alla schiena, o il diabete»

In provincia di Rimini «le palestre sono tutte piene, i centri personal lavorano, ma ragazzi e ragazze che gareggiano sono ancora pochi. Quando mi sposto un po’, ad Arezzo o nel sud Italia, questo sport è molto più sentito. Si può iniziare ad andare in palestra già a 13 o 14 anni o cominciare a ogni età: non ci sono controindicazioni».

Francesca Valente