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Rimini Calcio, il ds Cangini: 'Sono determinato, sarò all'altezza. Budget ridotto? Nessun problema'

'La scelta di Grassi mi fa contento. Sono leale e diretto, coi tifosi bisogna ricucire: occorre unità di intenti'

Sport Rimini | 16:43 - 01 Giugno 2019 Da sinistra: il direttore sportivo del Rimini Sandro Cangini e il presidente Giorgio Grassi Da sinistra: il direttore sportivo del Rimini Sandro Cangini e il presidente Giorgio Grassi.


L'uscita del presidente Giorgio Grassi (“Potrei non iscrivere la squadra”) ha sorpreso anche lui, Sandro Cangini, il nuovo direttore sportivo del club biancorosso. Già sulle tribune del Romeo Neri da ragazzino tifoso ai tempi di Herrera, il “Cangio” è stato consulente del club biancorosso nella stagione della promozione dalla serie D alla serie C con Fabrizio De Meis presidente.
“Non pensavo che il presidente Grassi scegliesse me – sono le sue prime parole – e sono molto contento. Sono una persona leale, ma diretta, poco diplomatica e se c'è qualcosa che non quadra non sto zitto. Grassi lo sa. Magari qualcuno storce la bocca, ma sono convinto nelle mie capacità e di essere all'altezza del compito. Per 18 anni ho fatto questo mestiere, ho vinto sei campionati e una volta sono retrocesso, al Forlì in serie C, in una stagione in cui avevo ben poche risorse a disposizione e anche in quel campionato penso di aver svolto appieno il mio dovere. Mi adeguo alle esigenze della società, sono stato sempre abituato così nella mia storia professionale, ho cercato sempre di ottimizzare le risorse disponibili. Perchè ho accettato? Ho accettato perché ho lavorato in altre condizioni difficili. Io passo per aziendalista perché non ho mai posto dei problemi per la spesa”.
Sulla stagione alle spalle, Cangini dice: “Il Rimini ha ottenuto la salvezza e questo è ciò che conta”.
Cangini si ritroverà ben 14 contratti biennali da gestire (16 se Cavallari e Cecconi non verranno riscattati da Monopoli e Arzachena): Scotti, Nava V, Nava G., Arlotti, Brighi, Candido, Danso, Ferrani, Guiebre, Palma, Variola, Venturini, Viti. “Cercheremo di gestirli al meglio -  dice Cangini il cui compito parte in pesante salita - assieme allo staff tecnico. Sono stati commessi errori che per inesperienza si possono fare al primo anno in categoria. Cercherò di aumentare la patrimonializzazione con giocatori futuribili. Non c’è ancora una situazione di un budget definito. Se devo spendere di più investirò sugli attaccanti. Ho già un portafoglio di calciatori tecnicamente validi, anche per le valorizzazioni. In un campo così veloce i giocatori devono essere tecnici e strutturati. Ho detto al presidente: cerchiamo di ricucire col pubblico. Abbiamo bisogno di unità di intenti, di spirito di appartenenza da parte di tutti”.
PETRONE Mario Petrone da giorni non risponde al telefono. E’ in Sardegna, in famiglia, che riflette dopo il faccia a faccia col patron Giorgio Grassi di mercoledì scorso al quale ha partecipato anche il ds in pectore Sandro Cangini. Come avevamo annunciato, il tecnico – che avrebbe gradito un ds di sua fiducia, Massimo Andreatini - ha chiesto un progetto biennale per fare un salto di qualità e anche per mettersi al riparo da brutte sorprese (l’esperienza insegna) e un maquillage robusto della rosa. Di converso, Grassi, che al momento dell’ingaggio ha garantito un robusto contratto annuale a Petrone per la prossima stagione in caso di salvezza, ha respinto la richiesta del biennale e fissato un budget di spesa che non permette voli pindarici. 
Petrone deve decidere se mangiare la minestra della società, che intanto Cangini sta cominciando a preparare, e accettare il contratto di un anno  - a cifre comunque superiore a quello di numerosi colleghi della categoria  - o rescindere il contratto e rimettersi sul mercato dove sicuramente il tecnico avrà estimatori, bisognerà vedere fino a che punto però disposti ad impegnarsi per due anni visti i tempi che corrono. La prossima settimana se ne saprà di più.
 ste.fe.