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Sciopero del personale Start Romagna del primo giugno: le motivazioni in un comunicato

Il segretario Massimo Gai: «Vorremmo essere i testimoni di una svolta aziendale che ancora non c'è stata»

Attualità Rimini | 14:50 - 30 Maggio 2019 Sciopero del personale Start Romagna del primo giugno: le motivazioni in un comunicato

Ancora in sciopero il personale Start Romagna del seposito di Rimini il primo giugno. Lo sciopero è stato indetto da Ugl Autoferrotranvieri della provincia di Rimini e sarà per l'intera giornata, garantendo sempre il servizio nelle fasce orarie perviste dalle normative vigenti.

«È una contrapposizione ai metodi usati dai responsabili aziendali che vanno avanti da anni e che non hanno portato nessun guadagno, anche se chi "guidava la barca" voleva che andasse così», scrive in comunicato il segretario Massimo Gai. «Negli ultimi periodi sono cambiate alcune figure apicali (direttore generale e i vertici dell'esercizio), che ci fanno sperare in un miglioramento per il prossimo futuro, ma attualmente la situazione è ancora critica per i lavoratori, in quanto coloro che sono subentrati, non sono ancora pienamente operativi. A seguito di diversi incontri in prefettura, l'ultimo dei quali ieri pomeriggio - martedì 28 maggio, ndr - , al quale ha partecipato anche l'assessore alla mobilità Roberta Frisoni, non si è comunque riusciti a trovare delle soluzioni accettabili per i dipendenti; anche se per la verità dei piccoli avvicinamenti in senso positivo si sono potuti apprezzare», ma comunque non sufficienti a convincere la delegazione sindacale a ritirare la dichiarazione di sciopero.
 
«Confidiamo di poter essere attori e testimoni di una svolta e di poter accompagnare l'azienda a offrire un servizio utile alla comunità e a diventare un orgoglio per l'amministrazione comunale di una bella città, che vive soprattutto di turismo. Vorremmo che chi muove i fili puntasse di più sulle nuove leve e si affidasse ai giovani, che invece vengono costantemente penalizzati dai rinnovi contrattuali. Tutte le proposte di accordo ricevute fino ad ora comportano degli ammanchi salariali per il personale neoassunto».
 
«Doverose le conclusioni: «Ci chiediamo che filosofia è quella di non investire sui giovani, che hanno forza e voglia di crearsi un futuro migliore? Vogliamo spingere con la nostra protesta a cambiare rotta. Le figure che hanno gestito fino a ora non ce lo hanno permesso. Hanno alzato un muro invalicabile che ha creato nervosismo e conseguentemente un ambiente di lavoro ostile. Ci rammarichiamo del danno che in questa giornata potremo creare alla clientela e alla città, ma abbiamo bisogno di urlare a tutti che non vogliamo essere più partecipi di una conduzione che lentamente porta alla deriva».