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Mercatone Uno: "tutelare lavoratori e riapertura immediata dei punti vendita"

E' quello che chiedono i sindacati e le istituzioni locali emiliano-romagnole alla luce del fallimento dell'azienda

Attualità Emilia Romagna | 14:34 - 30 Maggio 2019 Mercatone Uno, interno punto vendita Mercatone Uno, interno punto vendita.

Salvaguardare i lavoratori del Mercatone Uno e mettere in campo tutte le azioni possibili per assicurare gli ammortizzatori sociali e la rapida riapertura dei punti vendita su tutto il territorio emiliano-romagnolo. E' quello che chiedono i sindacati e le istituzioni locali emiliano-romagnole alla luce del fallimento della Shernon Holding che, l'estate dello scorso anno, aveva rilevato l'azienda imolese. La richiesta, indirizzata al Governo, è emersa all'incontro convocato in mattinata dall'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi cui hanno preso parte le organizzazioni sindacali, la Città Metropolitana di Bologna e gli amministratori dei Comuni dell'Emilia-Romagna dove hanno sede le attività della Mercatone Uno. Un incontro che precede il summit in programma nel pomeriggio a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, con l'associazione dei fornitori e dei creditori. Nel dettaglio, viene spiegato in una nota della Regione, per la tutela dei posti di lavoro si attende una rapida pronuncia da parte del Tribunale di Bologna sulla retrocessione del compendio aziendale dalla Shernon, che consentirebbe la riapertura della procedura di amministrazione straordinaria. La Regione, è stato sottolineato, "interverrà a tutti i tavoli nazionali presso il Ministero dello Sviluppo economico e, in accordo con enti locali e i sindacati, vigilerà e renderà fruibili tutti gli strumenti a sua disposizione a supporto dell'azione ministeriale, per una rapida e necessaria tutela occupazionale". Mercatone Uno conta su 1.800 dipendenti in tutta Italia e 55 punti vendita. Numeri che in Emilia-Romagna significano circa 450 lavoratori, 10 punti vendita - a Bertinoro, Bologna Navile, Ferrara, Mesola Rimini, Rottofreno, Rubiera, Russi, San Giorgio di Piano, San Giuseppe di Comacchio - a cui si aggiungono la sede della logistica a San Giorgio Piano, nel Bolognese e la sede centrale di Imola.