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La provincia di Rimini resta a "sinistra": l'analisi del voto del segretario provinciale PD Filippo Sacchetti

Il «dato clamoroso» si pone in controtendenza rispetto ai risultati delle votazioni europee che vedono primeggiare la Lega

Attualità Rimini | 18:18 - 27 Maggio 2019 Il segretario del Partito Democratico della provincia di Rimini Filippo Sacchetti Il segretario del Partito Democratico della provincia di Rimini Filippo Sacchetti.

Provincia di Rimini in controtendenza rispetto al risultato della destra alle votazioni europee. Lo sottolinea il segretario provinciale del Partito Democratico Filippo Sacchetti in una nota in cui analizza i risultati dei voti raggiunti nei 16 Comuni andati al rinnovo delle amministrazioni con le elezioni di ieri.

LA SINISTRA ALLE AMMINISTRATIVE
«È un dato clamoroso quello che alle 17 di oggi è uscito dalle urne nei 16 Comuni della provincia di Rimini. I numeri ribaltano completamente lo scenario, locale e italiano, delle elezioni europee, con una Lega nettamente primo partito anche nei Comuni della provincia e il tracollo del movimento 5 Stelle. Ma evidentemente “sotto la felpa (di Salvini) niente”. Una classe dirigente non si inventa e proprio per questo la credibilità e il lavoro dei nostri sindaci è stato premiato dagli elettori nei Comuni. A Santarcangelo come a Misano, a San Giovanni, a San Clemente, a Poggio Torriana, a Montegridolfo, a Sant’Agata Feltria, a Saludecio i nostri sindaci sono stati “più forti di tutto”, perfino del vento leghista che evidentemente soffia dal centro mai poi quando è ora di entrare nei municipi diventa poco più di un refolo». 

UN VOTO IN CONTROTENDENZA
L’analisi del voto è precisa e puntuale: «Alice Parma ha vinto al primo turno sovrastando per connessione sentimentale con la comunità santarcangiolese, idee, proposta programmatica l’arroganza senza confini dell’alieno Domenico Samorani. A dimostrazione che l’amore e l’orgoglio per la propria città valgono molto di più del livore. Una bella riconferma per Mirna Cecchini a san clemente e per Daniele Morelli a San Giovanni. L’affermazione di Stefano Piccioni a Misano, in una battaglia difficilissima. Le sconfitte di due esponenti di punta della Lega a Montefiore (il vicesindaco della candidata leghista Cipriani) e Sant’Agata Feltria grazie al lavoro di Mino Cerbara. A Verucchio vince Stefania Sabba a cui vanno i miei personali complimenti, che comunque non ha consentito di consegnare il Comune alla destra».

Sacchetti non ha ottenuto l’incarico da molto: «Da quando sono segretario (ovvero gennaio 2019) il progetto del PD provinciale si è sempre rivolto alla comunità, mai al ceto politico o al dibattito autoreferenziale. Con questa grande spinta e consapevolezza abbiamo affrontato questi mesi difficili, passando prima da un congresso nazionale dal timing non proprio agevole e concluso a marzo alla costruzione di una linea continua che facesse delle idee e dei nostri valori il proprio faro. Quando poi c’è da metterci la faccia assieme a programmi, la credibilità, l’orgoglio, la capacità di condividere, le cose cambiano. Il centrosinistra di Rimini esce da vincitore indiscusso di questa tornata elettorale. E questo fa abbassare le penne e la cresta all’arroganza di una destra che già sognava futuri successi e invece nel pomeriggio di oggi va incontro a una oggettiva Caporetto. Per questo abbiamo lavorato a una piattaforma programmatica, cantiere città, che tenesse assieme la rete delle idee e delle “cose da fare” insieme sui territori»
, prosegue, «per questo abbiamo costruito una coalizione ampia di centro-sinistra raggruppando nelle nostre liste le migliori esperienze del riformismo locale, valori affini che dovevano mettersi insieme per contrastare l’avanzata della destra. Solo alla fine abbiamo individuato le persone che meglio potessero interpretare questa impostazione, dando il segno di un centro-sinistra che resiste e che vuole distinguersi nella qualità e nell’innovazione dei progetti per la città, nella competenza e  nella capacità dei suoi amministratori. Abbiamo fatto una campagna elettorale comune, fatta assieme, fianco a fianco, provando a darci la mano, senza lasciare nessuno indietro. Siamo montati su un camper scassato e con la segreteria, i candidati, i parlamentari europei, siamo andati in giro in lungo e in largo a incontrare persone e spiegare le nostre ragioni». (f.v.)