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Alla guida con cellulare, offende e 'minaccia' due vigilesse. In corso il processo

L'uomo nel frattempo ha pagato la multa e ha pattuito un risarcimento di 1000 euro per l'oltraggio

Cronaca Rimini | 06:43 - 26 Maggio 2019 Vigilessa in servizio, foto di repertorio Vigilessa in servizio, foto di repertorio.

Sorpreso alla guida della propria automobile con il telefonino in mano, aveva reagito a parole, dicendo alle vigilesse, che lo avevano fermato per il controllo, di volere i loro nomi per denunciarle. Un'affermazione che a un 55enne riminese è costata la denuncia per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale: l'uomo, a processo a Rimini, è stato sentito nell'udienza tenutasi il 24 maggio. A prendere parola davanti al giudice è stata anche una delle due vigilesse, che ha confermato quanto avvenuto in quella giornata dell'aprile 2016: l'uomo era stato fermato perchè sorpreso con una mano sul volante e l'altra sul telefonino; preso dalla rabbia, insultò le vigilesse e minacciò di rivolgersi al proprio avvocato, per denunciarle, nel caso fosse stato sanzionato. Parole che ovviamente non evitarono la sanzione per la violazione al codice della strada, pagata regolarmente, ma che portarono anche a strascichi giudiziari. Per l'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale il 55enne, difeso dall'avvocato Alessandro Totti, ha già pattuito un risarcimento di 1000 euro. Non ha negato lo sfogo rabbioso, ma ha sempre contestato la legittimità del verbale: secondo la sua versione dei fatti, non stava telefonando, ma semplicemente aveva spostato il telefono cellulare dal cruscotto al sedile passeggero anteriore. Il processo è stato aggiornato al 2020.