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'Basta centri commerciali, ma sgravi fiscali per aiutare i negozianti': l'appello di Confcommercio

Il nuovo centro commerciale di Misano fa ancora discutere, c'è preoccupazione per il futuro dei negozi di vicinato

Attualità Misano Adriatico | 13:51 - 24 Maggio 2019 Scorcio di un centro commerciale (foto di repertorio) Scorcio di un centro commerciale (foto di repertorio).

Confcommercio torna all'attacco del nuovo centro commerciale di Misano in zona Bandieri, 30.000 mq di grande distribuzione. La preoccupazione è per il futuro dei negozi di vicinato della zona, costretti ad affrontare la concorrenza dei centri commerciali, dei marchi standardizzati e multinazionali, con il rischio chiusura e il relativo impoverimento del tessuto commerciale e sociale.  Per Confcommercio è necessario un cambio di strategia. Le amministrazioni comunali non devono farsi allettare dagli incassi per gli oneri di urbanizzazione e dalle promesse di assunzioni, che spesso hanno come altra faccia della medaglia la perdita del lavoro per i piccoli e medi commercianti, senza dimenticare lo svuotamento dei centri storici, spogliati dei servizi, locali sfitti che spesso diventano dormitori per sbandati o senzatetto, ampliando i problemi di degrado e sicurezza. Confcommercio rileva  che, per ogni assunto in un centro commerciale, vengono a meno sei posti di lavoro nei negozi in sede fissa. Alle amministrazioni comunali si chiedono invece sgravi fiscali, iniziative per incentivare del piccolo commercio, più lotta alla contraffazione e all'abusivismo 

che sono altri due nemici "mortali" per il commercio, ma anche il mantenimento di ordine, decoro e pulizia nelle zone della città che possono poi attirare nuovi investitori.

I COMMENTI. "Dopo una decisione senza alcuna concertazione con le categorie economiche, passo dopo passo e firma dopo firma, ci pare di capire che ora la decisione se dare vita ad un nuovo megastore sia dunque in mano all’interesse del privato, che entro agosto dovrà decidere se proseguire in questo investimento. Come cittadini e operatori dovremmo invece accontentarci di qualche opera viaria lasciando in cambio il futuro del territorio? Confcommercio ribadisce il suo secco no”, spiega Giacomo Badioli, referente della delegazione Confcommercio di Cattolica. "A Misano stiamo per pagare a caro prezzo un accordo territoriale anacronistico, una previsione presente nel PTCP del 2007 riconfermata nella variante del 2012, che vede anche la firma della provincia e che rischia di creare uno squilibrio per l’intera comunità a fronte di un sottopasso e una rotonda”, aggiunge Gianmaria Zanzini di Confcommercio, vice presidente regionale di Federmoda