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Il Parco interregionale Sasso Simone e Simoncello in cerca di visibilità e riconoscimento

L'appello del neoeletto presidente Lino Gobbi nella Giornata europea delle aree protette

Attualità Pennabilli | 06:18 - 24 Maggio 2019 Uno scatto all'interno del Parco Sasso Simone e Simoncello, foto dal sito Uno scatto all'interno del Parco Sasso Simone e Simoncello, foto dal sito.

di Francesca Valente

Puntare tutto sulla comunicazione non tanto per attirare orde di turisti, ma quantomeno per essere conosciuti e riconosciuti. Questo è il più grande auspicio e l’obiettivo che Lino Gobbi si pone per il suo mandato da neoeletto presidente del Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello.

Consigliere per 5 anni dell’ente con alle spalle un lungo elenco di incarichi politici nel contesto provinciale, Gobbi è chiamato a governare il Parco in un momento di grande visibilità per la riviera riminese, indicata di nuovo tra le mete più ambite dai turisti anche per l’estate in arrivo e quasi pronta per festeggiare i 100 anni dalla nascita del regista Federico Fellini (dall’ottobre 2020), un appuntamento che richiamerà migliaia di visitatori in un periodo meno affollato dell’area protetta, ovvero l’inverno.

«Dopo esserci presi cura del Parco e dei suoi abitanti, sarà mia premura occuparci anche della visibilità del nostro patrimonio ambientale», esordisce il presidente fresco di nomina (il 12 aprile), «siamo un ente relativamente giovane che sconta la popolarità di un’area vicina ben più nota come il Parco del Delta del Po. Vogliamo rendere il nostro sito più visibile, abbiamo chiesto addirittura alla società Autostrade tramite Destinazione Romagna di indicare con dell’apposita cartellonistica la presenza del Sasso Simone e Simoncello alle uscite dell’autostrada. Però non vogliamo il turismo di massa, ma maggiore consapevolezza non solo nei turisti, ma anche nei riminesi stessi nel sapere che nel loro territorio c’è un’area protetta di assoluto interesse, che se adeguatamente lanciata può diventare fattore di traino per politiche di sviluppo economico e culturale della provincia». Si pensi alla promozione dei prodotti tipici, alla produzione sostenibile, allo spopolamento. «Negli ultimi 50 anni il nostro territorio ha subito un forte abbandono. L’agricoltura storica è stata accantonata dalle colture foraggere, perdendo tutta una biodiversità che sarà difficile recuperare. Questa visione d’insieme comporterebbe occupazione e maggiore fruizione dei servizi, basti pensare cosa vorrebbe dire mettere in piedi un marchio condiviso o creare una rete di produttori, venditori e ristoratori».

Per parte sua, il Parco sta guardando con favore ai finanziamenti europei, anche se è difficile fare progettazione con un direttore, un responsabile tecnico e due dipendenti part time. «Dobbiamo cercare di stabilizzare almeno una figura, per poter proseguire nel nostro lavoro con più serenità». La situazione del Parco Sasso Simone e Simoncello in ogni caso è felice sia per la gestione interna, sia nel rapporto con enti e istituzioni.
In un periodo come questo in cui il tema ambientale è sempre più sentito, proprio oggi  che si festeggia la Giornata europea delle aree protette e che è stato proclamato il secondo Sciopero mondiale per il clima, Gobbi ritiene fondamentale «riflettere su un concetto di Parco che non sia solo statico, ovvero conservativo, ma anche dinamico e inclusivo. Dobbiamo però offrirci con cura e discrezione, perché i nostri territori non possono vivere penetrazioni massicce, ma vanno salvaguardati sempre nella flora e nella fauna».

La storia del Parco, istituito nel 1994, è segnata dalle seccessioni di Comuni: nel 2009 i sette Comuni della cosiddetta Alta Valmarecchia, ovvero Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello, sono passati dalle Marche all’Emilia-Romagna. E proprio in queste settimane il Parlamento sta discutendo la richiesta dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio di poter seguire la stessa strada. «I Comuni che insistono sul Parco sono piccoli ma sono molto attivi e attaccati nonostante le difficoltà di quelle zone», racconta Gobbi, «la scelta di trasferire questi altri due Comuni nella nostra regione va presa al più presto perché condiziona scelte gestionali a tutto campo, comprese quelle del nostro ente». Per parte sua, il presidente sta dialogando in modo molto sinergico con tutte le persone interessate – o interessabili – così da aprire un canale qualora le condizioni permettano di gettare le basi per un lavoro comune e condiviso. Tra le progettazioni in via di discussione c’è ad esempio quella del Bike Park, un’idea in fase di progettazione della Regione Marche che potrebbe insistere anche sui territori del Parco. «La bicicletta è un bel modo per vivere la natura, però dovrà essere compatibile con le regole in atto, quindi sostenibile. Rimini, Riccione e Cattolica hanno un afflusso di ciclisti importante, anche dall’estero. Il nostro territorio non offre solo storia o intrattenimenti, ma anche ambienti naturali stupendi da percorrere a piedi o sulle due ruote». Anche per seguire le orme dello scrittore Tonino Guerra, i cui versi tanto hanno decantato quelle terre e che diventeranno il brand del Parco, da qui a qualche mese.

La prima occasione per entrare in contatto con le bellezze del Parco riminese è proprio oggi - venerdì 24 maggio - alle ore 18 al Musss Museo Naturalistico Sasso Simone e Simoncello, dove il presidente Lino Gobbi e Chiocciola la casa del nomade invitano i Comuni, le GAE, le associazioni, gli enti e i Musei del territorio per confrontarsi in merito alla programmazione del calendario estivo 2019. Seguirà un buffet offerto. Per informazioni chiamare il 348 9051670 (Arianna), il 334 5760963 (Irene) o scrivere a info@musss.it.