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'A Misano tasse aumentate senza confronto', attacco dei sindacati

In una nota congiunta critiche all'amministrazione comunale per le decisioni su Tari e Irpef

Attualità Misano Adriatico | 14:38 - 23 Maggio 2019 Tari (foto di repertorio) Tari (foto di repertorio).

Cgil, Cisl e Uil attaccano l'amministrazione comunale di Misano per un mancato confronto con i sindacati, interpellati solo a ridosso dell'approvazione dei bilanci,  al momento di assumere decisioni che vanno a gravare direttamente sui cittadini, come l’addizionale Irpef o la tassa sui rifiuti. A Misano la soglia di esenzione totale dell'Irpef è passata da 15.000 a 12.000 euro; oltre i 12.000, l'aumento della tassa è stata applicata con un criterio che, evidenziano i sindacati, penalizza chi ha il reddito basso: fino a 15.000 euro l’aliquota passa dallo 0,15 allo 0,25; da 15.000 a 28.000 dallo 0,20 allo 0,35; i ritocchi si alleggeriscono dai 28.000 ai 55.000 passando da 0,60 di aliquota a 0,70; per chi ha un reddito da 55.000 a 75.000 l’aliquota passa da 0,70 a 0,75; resta ferma allo 0,80 per lo scaglione superiore.

TARI. Il nuovo regolamento comunale, denunciano i sindacati, elimina le fasce di esenzione per i cittadini che hanno un reddito basso e vengono considerate soltanto alcune situazioni di disagio sanitario o la presenza in famiglia di bambini piccoli. Nel dettaglio possono ottenere una riduzione soltanto gli utenti delle abitazioni dove siano presenti soggetti che utilizzano presidi medico-sanitari specifici (ausilii per incontinenza, sacche per dialisi in base e altro che l’Amministrazione Comunale si riserva di valutare e certificato dal sistema sanitario). Altre riduzioni sono previste per i nuclei familiari dove sono presenti dei bambini minori di 36 mesi che danno luogo al consumo di pannolini.