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Rimini Calcio: contatti con Felleca e di nuovo Samorì, club di A, imprenditori locali. Grassi cerca partner

In caso di retrocessione si punta sulla riammissione in serie C: il patron al lavoro su più fronti

Sport Rimini | 09:57 - 21 Maggio 2019 Il capitano del Rimini Ferrari Il capitano del Rimini Ferrari.

Domenica al Romeo Neri il Rimini si gioca la salvezza in 90 minuti. Deve vincere, con qualsiasi punteggio, e basta. Una missione che appare complicata se si pensa alle enormi difficoltà che i biancorossi hanno avuto in campionato in fase offensiva (28 gol segnati) e che neppure mister Petrone ha saputo (potuto) risolvere: in 7 partite (una dei playout) il Rimini ha segnato appena 4 gol  (3 in una partita sola, contro la Samb) subendone 5 (3 in una gara sola, a Monza), rimanendo a digiuno nei match contro Fano e Renate in casa e nello spareggio di Verona, cioè le partite in cui una rete avrebbe cambiato il destino di un campionato biancorosso.  Però, in 90 minuti, tra le mura amiche, il Rimini può trovare il guizzo che altre volte ha avuto pur tra mille difficoltà (7 vittorie, 21 gol realizzati dei 28 totali).

RIAMMISSIONE Se non riuscirà a salvarsi perdendo o anche solo pareggiando sarà retrocessione in serie D dopo un solo anno di professionismo, evento che non troverebbe impreparata la piazza vista la scia di avvenimenti che hanno caratterizzato la sciagurata stagione e su cui non vale la pena ritornare (uno su tutti il licenziamento di Acori: è opinione comune che il Rimini sarebbe già salvo se il buon Leo fosse rimasto al suo posto). Dai boatos provenienti dal Palazzo, in caso di retrocessione il club biancorosso avrebbe buone chance di essere riammesso in serie C e questa possibilità - per ambienti vicini al club biancorosso una mezza certezza - renderebbe il boccone meno amaro anche se l'onta della retrocessione sarebbe enorme e i suoi protagonisti resterebbero a memoria nell'album dei ricordi.

LA STANZA DEI BOTTONI Che succederà nella stanza dei bottoni? Forse spaventato dal fardello della gestione e con la prospettiva di impegnarsi pesantemente anche nella realizzazione del Centro della Gaiofana a cui tiene molto per mettere la sua firma su qualcosa per cui in città possa essere ricordato, ultimamente il patron Giorgio Grassi ha preso in considerazione l'ipotesi, in altri tempi scartata, di cedere la quota di maggioranza - lo ha dichiarato in una recente intervista ai quotidiani locali - . I contatti con l'avvocato modenese Gianpiero Samorì sono ritornati di moda e chissà che possano prendere la giusta piega.

Tra l'altro tra febbraio e marzo Grassi si è incontrato con l'ex patron del Como ritornato in serie C e da poco ceduto ad un gruppo americano, l'imprenditore sardo Bruno Felleca, in contatto anche con Samb, Reggiana e Torres. "Ho trovato un ottimo interlocutore, vedremo se potrà nascere qualcosa" ha rivelato ad Altarimini l'imprenditore sardo il cui core business è nel settore degli ascensori, con interessi anche nell'edilizia e nelle comunità integrate, le strutture residenziali per anziani non autosufficienti. C'è fermento attorno alla società. Si vocifera di contatti anche con imprenditori locali con impegni più o meno robusti, uno dei quali a fine stagione si è disimpegnato da un club dilettantistico. Grassi lo martella da tempo, per il momento il discorso è in stand by. 

Negli ultimi tempi Pietro Tamai su mandato di Grassi ha sondato club di serie (Atalanta, Roma, Milan) per cercare una partnership stile Pesaro con la Sampdoria, ma i discorsi abbozzati non pare abbiano avuto per il momento un seguito. E' un altro segnale, comunque, che Grassi intende dotare di basi più robuste il club. Dall'ingresso o meno di nuovi dirigenti, dipenderà anche il discorso tecnico, la scelta dell'allenatore, del direttore sportivo e tutte le altre figure visto che sono nell'aria parecchie novità.

SONDAGGI PER IL DS Intanto patron Grassi si muove. Fa sondaggi, chiede consigli. Si stanno candidando in tanti come ds, l'ultimo della serie Vincenzo Minguzzi, ex Grosseto e Viterbese, già giocatore biancorosso (portiere), romagnolo doc. Il patron ha rivelato di averne sei, sette nel mirino. Se Petrone resterà (anche in caso di retrocessione?) facile che ispiri la scelta (da tempo gira il nome di Massimo Andreatini ora alla Fermana al suo fianco al San Marino). Vedremo. Di sicuro, comunque vada domenica al Romeo Neri, non sarà un'estate da annoiarsi.

Stefano Ferri