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Coldiretti Emilia-Romagna sul calo della produzione di miele d'acacia: "Colpa del tempo"

Importante avere sempre un occhio all'etichetta per capire da dove proviene il miele che si vuole acquistare

Attualità Rimini | 08:27 - 21 Maggio 2019 Un'ape mentre fa scorta di polline Un'ape mentre fa scorta di polline.

In occasione della giornata mondiale delle api del 20 maggio, Coldiretti Emilia-Romanga lancia l’allarme per la perdita della produzione regionale del miele di acacia, che incide in modo significativo sul mercato ma (che però interessa meno i produttori riminesi, che invece vanno forti nella produzione di millefiori, ndr).
Colpa dell'andamento climatico siccitoso del mese di marzo, seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici, tutti fattori che non hanno consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell'alveare. Ciò mette a rischio l'intera produzione di miele della regione per quest’anno. «Il poco miele che sono riuscite a se lo mangiano per sopravvivere. La sofferenza delle api è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo».

LA PRODUZIONE
Lo scorso anno la produzione di miele dell'Emilia Romagna è stata di 1.440 tonnellate, con un incremento del 20 per cento rispetto all'annata precedente gravemente funestata dalla straordinaria siccità del 2017. Rilevanti sono le importazioni dall'estero, che nel 2018 sono risultate pari in aumento del 18 per cento rispetto all'anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero arriva da due soli paesi: Ungheria e la Cina, ai vertici per l'insicurezza alimentare.

*IN PROVINCIA DI RIMINI
La produzione riminese si attesta attorno alle 80 tonnellate. Il prodotto principale è il millefiori, che può essere suddiviso in due tipologie, quello di collina e il miele millefiori del Montefeltro. Dal 2016 il miele proveniente dal Montefeltropuò essere denominato "miele di montagna".
Altri mieli prodotti in provincia sono il miele di Acacia, che però solo negli anni migliori ha caratteristiche chimico-fisiche e gustative tali da meritare l’appellativo (sta terminando la fioritura in basso e sta inziando quella in alto, perciò in genere gli apicoltori spostano le api e fanno due fioriture, ndc); di Tiglio, che anche se è prodotto principalmente lungo i viali  ha spesso caratteristiche eccellenti; di Sulla, prodotto nell’alta val Marecchia, spesso non puro, ma a volte eccellente; di Bosco o Melata, prodotto extrafloreale raccolto grazie all’intervento della cicalina metcalfa pruinosa; di Coriandolo, spezia la cui coltivazione negli ultimi anni è stata protagonista di un’ampia diffusione; di Erba Medica, di produzione non costante ma abbondante in alcune annate; di Ailanto, di produzione abbastanza nuova e dal gusto interessante; di Edera , miele raro di grande particolarità e di difficoltà estrattiva, dal gusto che ricorda il corbezzolo ma di sapore dolce.
*Dal sito dell'associazione Apicoltori Rimini e Montefeltro

SUGGERIMENTI AL CONSUMATORE
«Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall'estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l'origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica», esorta l’associazione di categoria. «Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l'etichettatura di origine obbligatoria, fortemente sostenuta da Coldiretti. La parola “Italia” deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE"». (f.v.)