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Opere di Cagnacci restituite a Santarcangelo. Sgarbi: 'grazie Maggioli, mecenate del nostro tempo'

I dipinti acquistati dall'imprenditore Maggioli, in mostra a 'La Sangiovesa', presentati dal noto critico d'arte

Attualità Santarcangelo di Romagna | 13:05 - 17 Maggio 2019 Vittorio Sgarbi a Santarcangelo Vittorio Sgarbi a Santarcangelo.

Una raccolta di importanti opere di Guido Cagnacci, uno dei pittori più affascinanti del Seicento italiano, in mostra a Santarcangelo di Romagna, sua città natale.

Il progetto, patrocinato dal Comune di Santarcangelo e coordinato da Sauro Moretti, è curato da Vittorio Sgarbi. Promotore e finanziatore dell’iniziativa è il Patron della Sangiovesa Manlio Maggioli, mecenate dell’arte, che ha acquistato quattro dipinti di Cagnacci per esporli permanentemente nella sala già intitolata al pittore santarcangiolese nell’Osteria La Sangiovesa, luogo di cultura e tradizione culinaria, situata all’interno dell’antico Palazzo Nadiani. La virtuosa operazione restituisce dunque al territorio e alla comunità un significativo patrimonio artistico, anche perché due delle opere in mostra rientrano dall’estero.  D’ora in poi si potranno ammirare negli orari di apertura de La Sangiovesa e sarà possibile approfondire la loro storia anche attraverso visite guidate.

Le opere sono state presentate mercoledì 15 maggio alle ore 17.30 alla Rocca Malatestiana con una Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi, introdotta dagli interventi di Massimo Pulini, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Manlio Maggioli.

Come sottolinea Vittorio Sgarbi “restituire a Santarcangelo, interpretando il desiderio e il piacere di Tonino Guerra, delle opere, spiritualmente sensuali, di Guido Cagnacci, che prefigurò il sogno di Fellini, è una decisione preziosa e inevitabile quando la volontà, l’amore e la cura sostengono un luogo dell’anima come La Sangiovesa. E ciò accade grazie alla costante attenzione di Manlio Maggioli, mecenate del nostro tempo, custode della tradizione e interprete perfetto del mio pensiero.”

“Ho sempre desiderato avere un Cagnacci - prosegue Manlio Maggioli - naturalmente immaginavo di tenerlo a casa ma poi ho pensato che, così facendo, ne avrei goduto solo io. Ho ritenuto quindi più saggio riportare il Cagnacci - che poi sono diventati quattro - a Santarcangelo, così che anche i santarcangiolesi potessero goderne. Ho posizionato le opere in Sangiovesa, proprio nella Sala Cagnacci, che, guarda caso, esiste da sempre”.

I dipinti restituiti a Santarcangelo sono: La Maddalena penitente, 1640 circa (post 1637), studio preparatorio per il busto della Maddalena penitente raffigurata nella pala per l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maddalena delle Benedettine a Urbania, nelle Marche; un’altra Maddalena penitente, 1640-1642, una delle immagini più forti concepite dal pittore, che rappresenta la santa in un momento di estatico abbandono; e due piccoli preziosi quadretti con Testa di ragazzo cieco e San Bernardino da Siena, 1640-1645, citati per la prima volta nell’inventario della collezione della famiglia Albicini di Forlì redatto il 3 dicembre 1704.