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Crack dei diamanti, danneggiati anche i dipendenti delle banche: scatta la protesta

I dipendenti hanno invitato i clienti a investire su diamanti che valevano un terzo del prezzo di acquisto

Attualità Rimini | 15:33 - 15 Maggio 2019 Ispezione di un diamante (foto di repertorio) Ispezione di un diamante (foto di repertorio).

Federconsumatori Rimini interviene nuovamente sul caso del fallimento della Idb (Intermarket Diamond Business spa).  Numerosi cittadini, anche riminesi, avevano acquistato per un valore "gonfiato" rispetto al valore effettivo della pietra, diamanti dalla Idb fallita, che ha utilizzato gli istituti bancari per "piazzarli" sul mercato come beni rifugio. Federconsumatori commenta: "Le pronunce della giustizia amministrativa hanno a più riprese confermato la responsabilità sia delle società che hanno fornito le pietre, sia quella degli istituti di credito coinvolti, essendo da ogni parte state fornite informazioni fuorvianti e scorrette, certamente non rispondenti al vero, sul valore d'acquisto dei diamanti (che in verità valgono solo un terzo circa del prezzo di acquisto), sul promesso aumento nel tempo di tale valore e, non ultima, sulla facoltà di poterli restituire in qualsiasi momento senza perdite sostanziali - basti poi pensare che l'acquisto di quelli che sono meri beni di consumo, sia pur cari, è stato invece assurdamente descritto essere un investimento, alla stregua di quelli finanziari". Federconsumatori evidenzia anche il disagio dei dipendenti ignari che, a causa delle rigide direttive ricevute, hanno dovuto convincere i clienti ad aderire all'operazione. I dipendenti, venuti a sapere la verità, hanno indetto una protesta sfociata in uno sciopero indetto il 20 maggio. "Uno sciopero che 

Federconsumatori appoggia e per il quale fornirà pieno sostegno, proseguendo nel percorso di assistenza dei propri associati truffati, rimanendo a loro disposizione".