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Elezioni Santarcangelo, Domenico Samorani: 'scuole autonome sulla didattica'

Il candidato sindaco: 'l’ente comunale non può decidere in materia di didattica, che resta prerogativa dei docenti che operano nella scuola'

Attualità Santarcangelo di Romagna | 13:22 - 15 Maggio 2019 Il candidato sindaco Domenico Samorani (al centro) Il candidato sindaco Domenico Samorani (al centro).

Il candidato sindaco di Santarcangelo, Domenico Samorani, in una nota interviene sul tema della scuola, sottolineando che l'amministrazione comunale non possa entrare nel merito della didattica. Una risposta ad Alice Parma, che in un intervento in campagna elettorale aveva chiesto una didaticca più inclusiva e  innovativa. Di seguito la nota.

Il compito dell’amministrazione è garantire una scuola per tutti, non entrare nel merito della didattica: infatti alla scuola è attribuita la responsabilità di organizzare e amministrare le attività che in essa hanno luogo. 

Il regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, D.P.R. n. 275 del 1999, delinea il nuovo sistema di poteri da attribuire alle istituzioni scolastiche in ambito didattico-curricolare, confermando  che le “istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa”.

Il sindaco non ha competenza in tale materia ed affermare, come ha fatto Alice Parma, che la didattica “dovrà essere più inclusiva e innovativa, favorendo metodologie didattiche che tengano conto dei bisogni educativi e delle attitudini di ogni singolo alunno” è una ingiustificata ingerenza dell’Amministrazione nel lavoro che i docenti, da anni, stanno portando avanti con serietà e professionalità. 

Gli Enti locali e l’autonomia delle istituzioni scolastiche hanno il compito d’interagire e di collaborare allo scopo di realizzare fini istituzionali, educativi e formativi. Le interazioni proficue sono realizzate dal Piano dell’offerta formativa che le scuole forniscono sul territorio. 

Spetta al Dirigente scolastico promuovere “i necessari rapporti con gli Enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio” (art. 3, co. 4)

Pertanto l’ente comunale non può decidere in materia di didattica, che resta prerogativa dei docenti che operano nella scuola.

Mi metto a disposizione fin da ora per un costruttivo e continuativo confronto con le istituzioni scolastiche al fine di creare una maggiore sinergia e fornire tutti gli strumenti e strutture che possano aiutare il corpo docente nel fondamentale lavoro di educazione delle nuove generazioni.