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Le musiche della tradizione e la gastronomia tipica: torna a Bellaria 'La borgata che danza'

Dal 17 al 19 maggio la 27esima edizione del Festival, tanti gli artisti ed i gruppi folk coinvolti

Eventi Bellaria Igea Marina | 12:40 - 14 Maggio 2019 Un'immagine di una precedente edizione de 'La borgata che danza' a Bellaria Igea Marina Un'immagine di una precedente edizione de 'La borgata che danza' a Bellaria Igea Marina.

Da venerdì 17 a domenica 19 maggio torna a Bellaria Igea Marina, nella caratteristica Borgata Vecchia, l’annuale “Borgata che Danza”, giunta alla ventisettesima edizione. Un festival di strada delle musiche della tradizione che, promosso in collaborazione con il Comitato Borgata Vecchia e sotto la direzione artistica di Gualtiero Gori, si è consolidato negli anni come la festa per eccellenza di questa particolare zona nel centro di Bellaria. Come sempre, grandi protagoniste saranno le antiche forme di musica popolare, in particolare quelle tramandate attraverso i modi della comunicazione orale e visiva senza l’ausilio della scrittura; un universo sonoro che l’Unesco annovera nel patrimonio culturale immateriale, incoraggiandone la conoscenza e la salvaguardia: con lo stesso spirito, da quasi trent’anni il festival chiama a confronto realtà emiliano-romagnole, ma anche di altre regioni e straniere, impegnate nello studio, nella pratica e nella valorizzazione dei repertori musicali e coreutici tradizionali. Musica, canti e balli a cui si aggiungeranno, nelle serate di sabato e di domenica, le specialità della cucina tipica romagnola, che gli ospiti potranno consumare direttamente nelle osterie ricavate nelle abitazioni della Borgata Vecchia: osterie che saranno aperte dalle 19 alle 23 circa.

LA PARTE ARTISTICA. La parte artistica e performativa di questa edizione dà spazio a numerose realtà emiliano-romagnole, sia gruppi storici come ad esempio I Musetta, Gli Amici delle Valli Piacentine, L'Uva Grisa, sia formazioni giovanili come Alibanda dell'Istituto Aliglieri di Rimini, Lunanoa di Forlì e Vagatrio di Isola del Piano, che praticano forme di ibridazione creativa fra repertori di varie regioni. Particolare attenzione è stata data alla presenza di gruppi che ripropongono il repertorio di ballo da sala romagnolo (valzer-polke-mazurke), come il trio rumeno Iftode, che presenta il liscio delle origini di Carlo Brighi, Secondo Casadei e i suoi contemporanei, o quello dei Musicanti dla Bàsa che si rivolge alla pianura padana. A questi si affiancherà la proposta dell'Orchestrina Fratelli Semeraro che esegue ballabili che sono patrimonio degli emigranti di origine italiana in Francia.

Come sempre, si rende onore agli anziani locali, portatori della tradizione, rappresentati dalle formazioni Organetti di Montalto e dal Duo Cavuoto e Groccia. Di rilievo l'incontro con alcune realtà regionali dell'Italia settentrionale, quali Arco Orobico & Aleghèr di Dossena, la Banda del Ciòn e il duo Donatella Viri e Claudio Bernardi. Un approfondimento sul repertorio etnocoreutico riguarda l'area veneta che sarà trattato sia attraverso esercitazioni di ballo sia attraverso una conferenza: “Il ballo popolare nel veneto, tra tradizione documentata e pratica folk urbana”, a cura di Attilio Baccarin, con la partecipazione di Donatella Viri e Claudio Bernardi.

Di grande rilievo è l'incontro sugli antichi riti del carnevale, che avrà per tema “la mascherata”, attraverso l'esperienza del gruppo Aleghèr di Dossena, a cura di Vittorio Grisolia. L’Inserenata, il tradizionale concerto notturno dedicato al canto, all’ascolto puro della voce, vedrà partecipi tutti i cantori dei gruppi presenti.

Uno spazio specifico è dedicato alla valorizzazione della parlata dialettale locale con la presentazione del libro “… tata tata e spizirì - Paroli e módi ad döi de' mi dialèt” - un piccolo glossario del dialetto di Bellaria Igea Marina” di Marcella Gasperoni

Dedicato al mondo dell'infanzia è lo spettacolo “Storie di una volta” che propone storie della tradizione romagnola rivisitate e animate con oggetti, a cura della “Compagnia le pu-pazze”.