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Le Iene riaprono il caso Pantani, raccolta a Rimini una nuova testimonianza

A parlare è un esperto di investigazioni che ha lavorato per la procura di Rimini

Attualità Rimini | 08:13 - 13 Maggio 2019 Alessandro De Giuseppe inviato de Le Iene ha parlato ancora del caso Pantani nell'edizione di domenica 12 maggio Alessandro De Giuseppe inviato de Le Iene ha parlato ancora del caso Pantani nell'edizione di domenica 12 maggio.

Morto suicida o morto ammazzato? È una domanda ancora senza risposta. Dopo 15 anni, continua a far discutere il tragico epilogo del ciclista cesenate Marco Pantani, uno degli atleti più conosciuti e amati dello sport italiano morto il 14 febbraio 2004 a 34 anni, trovato riverso sul pavimento di una stanza d’albergo del residence Le Rose a Rimini con numerose ferite e tumefazioni. A cercare di far luce sulla vicenda controversa del suo decesso sono state più di recente Le Iene, che nel programma di domenica sera - 12 maggio – in onda su Italia 1 hanno mandato in onda un servizio di Alessandro De Giuseppe, che in poco più di 14 minuti cerca di intrecciare vecchie tesi a nuove testimonianze.

Sull’esclusione dalla penultima tappa del Giro d’Italia del 1999 (Madonna di Campiglio-Aprica) e la sconfitta finale del “pelatino” (così l’avrebbe definito un presunto camorrista in un dialogo con Renato René Vallanzasca, che l’ha poi citato in un’autobiografia del 1999, ndr), vicenda che segnerà il prologo della sua inarrestabile decadenza, si è allungata anche l’ombra della camorra e delle scommesse clandestine, con cifre da capogiro che puntavano tutto - guarda caso - proprio sulla sua disfatta. La procura di Forlì però non è mai riuscita a dimostrare la sua verità, perché nel frattempo il reato ipotizzato dal Pubblico ministero (associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva) era finito in prescrizione, pertanto l’inchiesta è stata presto archiviata.

Meno di un mese fa però Umberto Rapetto, Generale di brigata della Guardia di Finanza, è stato ascoltato in commissione parlamentare Antimafia sostenendo che «Marco Pantani fu ucciso e il corpo spostato». Lo hanno sostenuto in molti in questi anni e la iena De Giuseppe ha raccolto alcune voci che, nonostante i 15 anni trascorsi, hanno ancora le idee molto chiare sulla loro versione dei fatti. In particolare viene ascoltato un esperto di investigazioni elettroniche che ha lavorato anche per la procura di Rimini, il quale svela nel servizio un dettaglio interessante: «La cassetta con le registrazioni della Polizia scientifica di quel giorno era stata danneggiata: l’abbiamo ricostruita noi in laboratorio». Il filmato era stato registrato su una cassetta mini DV e poi riversato su un CD. Un tentativo di «manomissione evidente», che rende ancora più torbida una vicenda che riesce ancora a risvegliare emozioni contrastanti sulla fine di uno degli astri più luminosi del ciclismo italiano, oscurato da ilazioni, calunnie e sabotaggi. (f.v.)