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Sangue manipolato per estetica, chiusi 52 centri. Coinvolto nei controlli anche uno studio medico riminese

La tecnica PRP per trattamenti dermatologici può determinare rischi biologici e di infezioni nei pazienti

Cronaca Rimini | 11:41 - 09 Maggio 2019 Controlli dei Nas nei centri estetici, foto di repertorio Controlli dei Nas nei centri estetici, foto di repertorio.

Si è conclusa un'importante operazione del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d'intesa con il Ministero della Salute: negli ultimi mesi sono stati ispezionati 607 centri estetici tra Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia dove sono state accertate numerose irregolarità, tra cui farmaci scaduti ma anche la mancanza dei titoli professionali per esercitare in ben 172 strutture. Sono stati scoperti anche illeciti per indebita erogazione di prestazioni di medicina estetica.

Complessivamente sono state contestate 341 violazioni penali ed amministrative, deferendo all'Autorità giudiziaria 222 medici e professionisti nel settore sanitario, mentre ulteriori 77 sono stati sanzionati per infrazioni amministrative, per un ammontare di 193 mila euro. Gli interventi dei NAS hanno portato al sequestro di 1.915 confezioni di medicinali scaduti o defustellati e svariate apparecchiature e dispositivi medici non regolari, per un valore stimato in oltre 103 mila euro.

In particolare tra Milano, Bologna e Firenze sono state individuate 6 strutture sanitarie private che effettuavano trattamenti di PRP (plasma ricco di piastrine), effettuati in dermatologia illegalmente e senza autorizzazioni. Sono state sequestrate 7 centrifughe del sangue indebitamente impiegate, 300 kit di provette ed aghi e denunciati 10 medici. Questa tecnica in assenza della corretta prassi clinica e di una adeguata preparazione, può determinare seri rischi biologici e di infezioni nei pazienti. Infine sono state sequestrate decine di migliaia di confezioni cosmetici e tatuaggi non a norma in due operazioni in Puglia ed Emilia Romagna.

Nella stessa operazione era stato coinvolto anche uno studio medico del riminese, che utilizzava una particolare apparecchiatura convenzionalmente denominata “centrifuga del sangue” per trattamenti estetici in assenza di una specifica autorizzazione. La scoperta a febbraio da parte dei Nas di Bologna. Il dispositivo era stato sequestrato.