Venerd́ 06 Dicembre19:47:59
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Macfrut, allo stand Coldiretti le prime arachidi 100% italiane

Le noccioline americane di nome, ma tricolori d’origine, entreranno in produzione a partire dall’anno prossimo

Attualità Rimini | 10:54 - 09 Maggio 2019 Arachidi Arachidi.

Dopo più di 40 anni tornano le arachidi 100% italiane. Le prime arachidi da seme certificate coltivate in Italia sono state presentate in anteprima ieri allo stand di Coldiretti Emilia Romagna in fiera a Rimini. Le noccioline americane di nome, ma tricolori d’origine, entreranno in produzione a partire dall’anno prossimo, commercializzate dalla Sis, Società Italiana Sementi. “È solo l’inizio di un processo di recupero di diverse varietà di arachidi – ha commentato Mauro Tonello, presidente di Sis – che la Società Italiana Sementi sta mettendo in campo per il recupero di sapori che rischiano di andare perduti”.
Si tratta anche di un’opportunità produttiva per i nostri territori che possono così far tornare sulle tavole degli Italiani prodotti che erano caduti nel dimenticatoio e che ricompaiono grazie al lavoro delle nostre aziende, in prima linea quando si tratta di tutelare la biodiversità, vero patrimonio dell’agroalimentare tricolore.
“Un ritorno importante quello delle arachidi – sottolinea Nicola Bertinelli, presidente di Coldiretti Emilia Romagna – sia perché aumentano i prodotti della filiera tutta italiana, sia per i consumatori che potranno scegliere un prodotto certificato e salubre, a differenza delle arachidi provenienti da Cina ed Egitto che Coldiretti ha già incluso nella black list dei cibi più pericolosi a causa della presenza di aflatossine”.
La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta infatti l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale. Basti pensare che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. In altre parole – precisa Coldiretti Emilia Romagna – i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti.