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Studenti e professori dell'Istituto Professionale Luigi Einaudi aprono le porte alla Polizia

No a qualsiasi forma di violenza e di violazione di legge

Attualità Rimini | 15:36 - 08 Maggio 2019 Polizia incontra gli alunni della scuola del Luigi Einaudi di Rimini Polizia incontra gli alunni della scuola del Luigi Einaudi di Rimini.

Il 7 e l’8 maggio l’Istituto Professionale per il commercio Luigi Einaudi, è stato teatro di due  incontri tra gli studenti ed alcuni poliziotti della Questura di Rimini: la Dott.ssa Marta Poeti Commissario in servizio presso l’Ufficio di Gabinetto, l’Ispettore Capo Amelia Procopio in servizio presso la Divisione Anticrimine, il Sovrintendente Capo Roberta Rizzo in servizio presso la Squadra Mobile, il Sovrintendente Tecnico Marco Cingolani in servizio presso l’Ufficio Sanitario ed infine l’Assistente Capo Nadia Coccellato in servizio presso il Gabinetto Provinciale di Polizia scientifica di Rimini.
Al primo incontro hanno partecipato le quattro poliziotte che hanno stimolato, grazie ad una incalzante e sentita interazione, i giovani ad un’attenta riflessione su tematiche quali la violenza di genere, bullismo e cyberbullismo.
Durante l’incontro sono stati proiettati alcuni video sulle tematiche affrontate ed è stata ribadita l’importanza di denunciare tali fenomeni, che ancora troppo spesso riempiono le cronache quotidiane.-
La visione dei video, le domande dei relatori e quelle degli studenti, hanno creato un frizzante clima interattivo che ha avvicinato il personale di Polizia in maniera del tutto naturale ed empatica ai giovani interlocutori.
La prima tematica trattata, la violenza di genere, ha visto l’intervento prevalentemente incentrato sul progetto della Polizia di Stato ‘’Questo non è amore’’.
Il progetto, ideato e promosso dalla Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza, ha l'obiettivo di superare gli stereotipi e i pregiudizi per diffondere una nuova cultura di genere e aiutare le vittime di violenza a vincere la paura, rompendo la fitta rete di isolamento e vergona. Nei due anni della prima fase del progetto, a cui avevano aderito 22 questure, sono state quasi 80 mila le vittime di violenza che si sono rivolte alla Polizia.
Dal 19 novembre 2018 è partita una nuova fase dell'iniziativa permanente alla quale hanno aderito 83 questure che, con modalità diverse, in giorni prestabiliti, nelle piazze e nei centri di aggregazione sono a disposizione con materiale illustrativo e personale specializzato per dare informazioni e per raccogliere le testimonianze di chi, spesso, ha ancora esitazione a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica su una maggiore consapevolezza circa la violenza sulle donne, il personale delle Questura di Rimini, oltre ad essere tra la gente con i camper e stand informativi, va nelle scuole medie, superiori e nelle università per incontrare gli studenti e partecipare ai convegni.
Tali iniziative sono deputate a far prendere coscienza sui risvolti non solo giuridici, ma anche culturali e sociali, che le violenze hanno su coloro che le perpetrano e su coloro che ne sono vittima.
Il capo della Polizia Franco Gabrielli nella prefazione alla pubblicazione di “...questo non è amore 2018” che riporta l’analisi dei fenomeni criminali relativi alla violenza di genere e le iniziative messe in campo dalla Polizia di Stato per combatterli, ha scritto che la violenza di genere “Rimane una dolorosa attualità  e la Polizia di Stato vuole continuare ad essere in prima linea affinchè quel valore di uguaglianza diventi effettivamente autentico e perché ogni episodio di violenza contro una donna è una sconfitta per tutti”.
Nell’incontro è stata poi affrontata la tematica del bullismo e del cyberbullismo, nella consapevolezza che le condotte integranti i due fenomeni sono il risultato di un mix da un lato di insana crudeltà verso le vittime e dall’altro di incredibile incapacità di discernere il bene dal male e quindi capire il reale disvalore di certe riprovevoli condotte.
Ultimamente si sono registrati gravi episodi di violenza ma anche umiliazioni e soprusi soprattutto nei confronti di ragazzi che manifestano difficoltà e disagio; aggressioni fisiche e verbali tra giovani nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di ritrovo: il fenomeno del bullismo, purtroppo ancora troppo diffuso, può creare gravi disagi in chi lo subisce. Non si tratta solo di atteggiamenti provocatori o di derisione, ma anche di vere e proprie aggressioni, intenzionali e ripetute nel tempo, che coinvolgono soprattutto i giovani tra i 7 e i 18 anni. 
L’intervento ha coinvolto oltre che gli studenti anche i professori, ai quali si richiede una sempre più incisiva collaborazione per riconoscere i ‘’primi campanelli d´allarme’’ di tali fenomeni per intervenire precocemente e non compromettere quindi lo sviluppo e l'integrazione sociale di coloro che ne sono vittima.
 
 
Le istituzioni hanno creato strumenti particolarmente vicini agli adolescenti, come un sito dedicato del Ministero della Pubblica Istruzione, che rappresenta il primo passo di un percorso d´integrazione e di tolleranza all´interno di un grande laboratorio virtuale che sia 'con' e non 'per' i ragazzi.
La Polizia di Stato, inoltre, offre una serie di consigli per i giovani, per gli adulti e per gli insegnanti utili a fronteggiare il fenomeno, contenuti nel dossier 'Bullismo che fare?'.
Nell’incontro dell’8 maggio, nell’ambito della tematica della legalità, oltre a trattare l’importanza dell’osservanza della legge e di ogni regola in senso lato, che altro non si traduce che nella forma più grande di rispetto per tutti i consociati, è stata trattata anche la tematica dell’uso di droghe.
Anche in questa occasione la Polizia, come ormai sovente negli ultimi anni, continua a riservare uno sguardo attento verso giovani e giovanissimi, che direttamente o indirettamente vengono ogni giorno a contatto con sostanze stupefacenti ed alcool.
Alla base di tutto c’è la mancanza di consapevolezza di quanto si può essere meravigliosi, amandosi ed accettandosi per ciò che si è senza la necessità di rifugiarsi in un qualcosa che vada ad alterare la propria natura.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani e i professori contro il consumo di droghe, farne conoscere le drammatiche conseguenze e salvare la vita a chi è finito nella rete della droga e delle dipendenze quali alcol, cyberbullismo e ludopatia.
Oltre 100 gli studenti che hanno partecipato agli incontri e ai dibattiti che ne sono conseguiti. Tante le domande che i ragazzi hanno fatto agli operatori di Polizia intervenuti.
Gli studenti hanno ascoltato molto interessati le conseguenze giuridiche che l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti comporta. Non si sono sottratti nemmeno dal prestare attenzione alla differenziazione tra droghe leggere e pesanti, e sulle diverse conseguenze che la differenziazione in questione comporta nonché una riflessione su cosa spinge una persona a fare uso di sostanze stupefacenti.
“Siamo stati soddisfatti – sottolinea la Dott.ssa Poeti, Commissario della Polizia di Stato, che ci sia stato un grande interesse e svariate domande da parte dei ragazzi. Come diceva Don Pierino, collaboratore della Comunità di San Patrignano: ‘Bisogna credere nell’uomo nonostante tutto’. Noi crediamo nei giovani, nelle famiglie che li educano e nella loro capacità di discernimento.
“La prevenzione è fondamentale contro la vendita e l’uso-abuso delle sostanze stupefacenti. Come diceva sempre don Pierino ‘Più largo è lo spazio dei sani più difficile sarà ammalarsi’”.
Nella speranza che ci siano sempre più incontri volti alla disamina di argomenti di attualità la Polizia ha concluso ambo gli interventi sottolineando come questa ci sia sempre per i giovani di oggi, che saranno gli adulti del domani.