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Saludecio: costituita alla presenza del vescovo, la fondazione "Casa Santo Amato Ronconi"

Sindaco: "Rimarrà nei secoli per proseguire l'opera del Santo Saludecese"

Attualità Saludecio | 14:57 - 08 Maggio 2019 Firma del sindaco Dilvo Polidori Firma del sindaco Dilvo Polidori.

Alla presenza del vescovo di Rimini Francesco Lambiasi nella sala del Consiglio comunale, mercoledì mattina alle 12,30 è stata costituita la Fondazione “Casa Santo Amato Ronconi”. La volontà del Comune di Saludecio è di raccogliere l'eredità dell'insegnamento del Santo Amato Ronconi. “La Fondazione rimarrà nei secoli – commenta il sindaco Dilvo Polidori –, darà continuità all’opera iniziata da Santo Amato e sua sorella Chiara nel 13esimo secolo, questo onora tutti i saludecesi e tutta la vallata. Un ringraziamento va ai volontari della Casa di riposo che prestano la loro opera a titolo gratuito e alla suore della Congregazione sorelle dell’immacolata. La curiosità è che l’atto doveva essere ufficializzato il 9 maggio, ma per un impegno imprevisto del notaio Luigi Ortolani, la data è stata spostata casualmente ad oggi, 8 maggio, Festa del santo patrono di Saludecio, Santo Amato Ronconi. Una coincidenza?”.
La Fondazione ha i requisiti di organizzazione non a scopo di lucro con finalità di utilità sociale e sostituisce l’"Opera Pia Casa di riposo Santo Amato Ronconi" nata il 28 ottobre 1911, già Con- gregazione di Carità con Decreto Reale del 3 aprile 1864, che per legge regionale non poteva più operare. La Fondazione trae origine dall'Hospitale di Amato Ronconi, voluto dallo stesso sulle sue proprietà di Monte Orciaro a Saludecio, nella sua casa ricevuta dai genitori dopo la divisione dell'eredità con il fratello Girolamo. La dimora fu successivamente allargata e munita di cappella per la preghiera in cui erano ospitati, con l'assistenza della sorella Chiara, i poveri, i viandanti e i pellegrini che dalla Flaminia passavano a Saludecio per recarsi a visitare i santuari dell'Umbria e delle Marche, o che si spingevano fino a Roma. Il 10 gennaio 1292  Fratel Amato del Terz'Ordine di San Francesco, davanti a Filippo fu Nicola, Notaio Imperiale e Giudice ordinario, lascia l'Hospitale, la Cappella e tutti i sui beni ad uso e abitazione dei monaci di San Benedetto e quale luogo di accoglienza e di ospitalità. “Santo Amato è portatore di fede e di valori che sono importanti sia per la cittadina di Saludecio che per il territorio circostante – ha detto il Vescovo Lambiasi -, c’è il valore della memoria, fondamentale per l’uomo post-moderno che non sa da dove è partito e non sa dove sta andando, c’è poi il secondo valore incarnato da Amato che è quello della socialità, il Santo ci unisce, come sta accadendo oggi e ci fa sognare insieme. E poi c’è il terzo valore che è quello della cultura, Santo Amato con i suoi pellegrinaggi a Santiago di Compostela ha costruito un “ponte culturale” ancora oggi in piedi”.
La Fondazione ha personalità giuridica di diritto privato, opera senza fini di lucro con autonomia statutaria e gestionale e persegue scopi di utilità sociale. Si propone di essere un punto di riferimento di promozione, di studio e ricerca sulla vita, il pensiero e l'insegnamento profetico di Amato Ronconi, nella tradizione e lungo il solco tracciato dall’Opera Pia. L'ente intende anche svolgere la sua pubblica attività nel settore socio-sanitario ed assistenziale, proseguendo idealmente le finalità dall'estinta "Opera Pia-casa di riposo Santo Amato Ronconi" adeguandone e implementandone le attività in ragione dei bisogni socio-assistenziali del territorio. Il consiglio di amministrazione della Fondazione è costituito da 5 membri: Massimo Bartolini, Valter Belligotti, Edoardo Ottaviani, Simone Piermaria e Luciano Tenti.