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Terrorismo, ‘ci sarà un attentato’. Scherzava, denunciato 15enne per procurato allarme

La telefonata anonima è giunta nella sede della Proloco di un Comune della Valmarecchia annunciando un attentato

Cronaca Novafeltria | 14:43 - 07 Maggio 2019 Nella foto i Carabinieri del comando di Novafeltria impegnati in un controllo Nella foto i Carabinieri del comando di Novafeltria impegnati in un controllo.

"Buonasera, volevo avvertire che ci sarà un attentato terroristico nella zona di Rimini": è la telefonata anonima giunta nella sede della Pro Loco di un comune della Valmarecchia, annunciando un attentato. Si è trattato della bravata di un ragazzino di 15 anni, del trentino, che è stato denunciato per procurato allarme.

I FATTI. La telefonata anonima, riferisce il responsabile della Pro Loco ai Carabinieri della Compagnia di Novafeltria, risale alle 21 di sabato 4 maggio: “una voce maschile, ferma e sicura, senza rumori di fondo ha annunciato un attentato terroristico che ci sarebbe stato, a breve, in Provincia di Rimini". Il responsabile della Pro Loco, dopo aver avvisato il sindaco, molto allarmato, è stato raggiunto e sentito dai Carabinieri nel dettaglio e subito sono partite le indagini tecniche, di concerto con l’Autorità Giudiziaria. In poche ore il telefono è stato individuato in Provincia di Trento in un luogo coincidente con la residenza dell’intestatario, un incensurato commerciante  di 51 anni. “Immediatamente scattava il controllo - riferisce il Capitano Silvia Guerrini, Comandante della Compagnia CC di Novafeltria – in collaborazione con i Carabinieri di Trento che all’una di notte hanno bussato alla porta del commerciante trentino, rimasto sbalordito alla vista dei colleghi, non come suo figlio 15enne che invece ha subito capito il motivo della visita”. Sebbene il ragazzo abbia subito confessato ai genitori ed ai militari la propria responsabilità, l’abitazione è stata ispezionata e padre e figlio accompagnati in caserma per essere ascoltati. "Il ragazzino, molto affranto, ha detto che tutto voleva essere solo uno scherzo, ma perché chiamare proprio un Comune della Valmarecchia? Su questo – prosegue l’Ufficiale – egli ha raccontato di aver ideato ‘lo scherzo’ mentre era in gita in Valmarecchia, circa un mese prima e di aver chiesto all’interlocutore di ‘avvertire la popolazione’ per avere un riscontro mediatico trovandosi a distanza".  La tempestività degli accertamenti e l’immediata individuazione del ragazzo hanno evitato di avviare procedure di emergenza e pubblica sicurezza sul territorio, ma hanno comunque destato allarme nell’amministrazione comunale e oberato di lavoro inutile organismi giudiziari, investigativi e di pronto intervento, forze distratte per nulla. Pur ritenendo il ragazzo attendibile, gli accertamenti – spiega il Capitano - si sono poi rivolti ad accertare che il cellulare fosse, davvero, soltanto in uso esclusivo al minore per scongiurare ogni dubbio su altri possibili attori e scenari dietro il gesto. All’esito lo studente è stato denunciato alla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Trento per il reato di  “Procurato allarme all’Autorità”, art.658 del Codice Penale.