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Bilancio Amir Rimini 2018: utile di quasi 3 milioni di euro

Risultato importante per l'azienda pubblica per la rete idrica di Rimini

Attualità Rimini | 12:08 - 02 Maggio 2019 Bilancio Amir Rimini 2018: utile di quasi 3 milioni di euro

Sfiora i 3 milioni (2.858.952 euro netti) l’utile con cui Amir SpA, l’azienda pubblica per la rete idrica nella provincia di Rimini, chiude il bilancio 2018. Un risultato straordinario, storico per certi versi. Con l’approvazione del documento la società si prepara infatti a distribuire anche un generoso dividendo ai propri azionisti, tutti enti pubblici. Per la patrimoniale, proprietaria di reti e impianti funzionali al sistema idrico integrato nel suo complesso, così come riconfigurata dal 2003, un traguardo senza precedenti.

La decisione è stata deliberata dall’assemblea dei soci, nella seduta di martedì 30 aprile, su proposta di Rimini Holding SpA, principale socio di riferimento (suo il 75% delle azioni). La somma totale destinata a dividendo, da suddividersi in quota parte, ammonta a 1 milione e 330mila euro (il 46,52% dell’utile). A beneficiarne sarà soprattutto il Comune di Rimini, che attraverso Rimini Holding SpA si vedrà riconoscere 1 milione di euro. Per restare alle partecipazioni più importanti altri 110mila euro spetteranno a Santarcangelo di Romagna, 58mila a Bellaria-Igea Marina, 37mila a Verucchio, 28mila a Coriano. 

Nel corso della seduta, convocata anche per il rinnovo degli organi amministrativi, è stato confermato il mandato ad Alessandro Rapone, amministratore unico di Amir SpA dal luglio 2016. Un riconoscimento per il lavoro svolto in quest’ultimo triennio dalla società, chiamata a sovrintendere un vero e proprio patrimonio di infrastrutture. Tenendo conto anche dei beni immobili di proprietà, un capitale dal valore di 47 milioni e 758mila euro, patrimonio netto 51 milioni e 430mila euro.

L’azienda, così caratterizzata, rappresenta uno strumento importante per i Comuni della provincia di Rimini che per motivazioni storiche e abitudini culturali e industriali hanno da tempo consolidato una scelta di gestione associata e unificata dei servizi pubblici a rete”, sottolinea Rapone, evidenziandone il legame con il territorio di competenza da ormai più di 50 anni. Quanto al bilancio 2018 per l’amministratore unico c’è più di un motivo di soddisfazione: “Amir si conferma un’azienda sana, con un suo equilibrio economico-finanziario. Attenta custode di un prezioso patrimonio pubblico, sta continuando ad investire in maniera considerevole nella riqualificazione del servizio idrico integrato, mantenendo i conti in ordine. Con questo esercizio in più riesce a distribuire risorse importanti, inaspettate, alle amministrazioni locali. Non accadeva dall’approvazione del bilancio 2001. Si tratta di numeri e fatti che testimoniano il contributo dell’azienda al territorio”. 

Su questo rendiconto in particolare ha un suo peso il rimborso fiscale di 1,7 milioni ottenuto da Agenzia delle Entrate a fine 2018. “Esito della tenacia con cui l’azienda ha monitorato tutta l’annosa vicenda della cosiddetta moratoria fiscale, senza lasciare nulla di intentato”, sottolinea in proposito Rapone. Il contenzioso risale infatti al 2002 quando la Comunità Europea dichiara illegittime le agevolazioni fiscali concesse dallo Stato italiano nel periodo 1995/1998 per favorire la trasformazione in SpA delle società municipalizzate istituite ai sensi dell’articolo 22 della Legge 142/1990, ritenute non compatibili col mercato comune. Tra queste anche Amir Spa, che con le incorporazioni intercorse si è trovata a saldare un conto di circa 11 milioni di euro. Con un aggravio di imposte e interessi superiore a quanto effettivamente dovuto, come riconosciuto dalla Commissione Tributaria Regionale che ha disposto il rimborso in favore della società. Al netto della sopravvenienza, l’utile della società da attività tipica, 1 milione e 241mila euro, segna comunque di per sé una progressione significativa nei risultati dell’ultimo triennio (+38% sul 2017).

Tra i principali fatti del 2018, riepilogati da Rapone nel corso della sua relazione sul rendiconto, anche l’approvazione della convenzione che regolerà i rapporti tecnico-economici tra proprietà delle infrastrutture e futuro gestore del servizio. La convenzione è stata recepita tra i documenti della gara indetta da Atersir (il 28 marzo scorso) per l’affidamento in concessione del servizio idrico integrato nel bacino territoriale di Rimini, dal marzo 2012 in regime di proroga, e prevede l’impegno di Amir quale soggetto finanziatore di opere comprese nella pianificazione d’ambito per almeno 2 milioni l’anno fino al termine della nuova concessione.

Questo tipo di investimenti da parte della società, già dal 2015, è regolato dallo strumento dell’accordo quadro - sottoscritto da Atersir, proprietà delle infrastrutture, gestore - da cui poi si sviluppano specifici accordi attuativi. Per il periodo 2019-2022 sul territorio riminese si tratta di interventi per quasi 9 milioni (8,8). Di particolare rilievo l’operazione - costo previsto 6,1 milioni - per il risanamento dell’area a Rimini nord che comprende i bacini a mare delle fosse Brancona e Viserbella. Nella zona tra ferrovia e linea di costa si procederà al completamento della separazione delle reti fognarie, insieme alla realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento e di una nuova condotta per l’invio dei reflui fino alla dorsale nord, quindi al depuratore di Santa Giustina. Il progetto rientra nel Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato.