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Impianti dentali in ceramica: la vera rivoluzione dell'odontoiatria

Attualmente, è possibile contare su un materiale innovativo e davvero funzionale

Attualità Nazionale | 20:23 - 29 Aprile 2019 Studio Medico Dentistico Studio Medico Dentistico.

Negli ultimi anni sempre più persone fanno ricorso agli impianti dentali, abbandonando le vecchie dentiere, per poter disporre di denti fissi con cui tornare a masticare con soddisfazione. Di fatto, l'implantologia è stata una delle più grandi rivoluzioni dell'odontoiatria, che ha avuto luogo grazie soprattutto all'impegno della Svezia e dell'Italia, due paesi che hanno compreso fin da subito le incredibili potenzialità. Recentemente, l'attenzione è stata concentrata soprattutto sullo studio dei materiali, al fine di sostituire quelli metallici finora utilizzati, che causano non pochi problemi.
Attualmente, è possibile contare su un materiale innovativo e davvero funzionale, che la medicina e l'ortopedia protesica conoscono da ben quarant'anni, ma che solo nell'ultimo decennio ha trovato impiego anche nell'implantologia: l'ossido di zirconio o zirconia. Si tratta di un materiale ceramico dotato di incredibili caratteristiche, che sta pian piano surclassando il titanio, fino a poco tempo fa vero e proprio protagonista degli impianti dentali.
Le caratteristiche rivoluzionarie della zirconia
Gli impianti dentali in ceramica, specialmente quelli in zirconia, presentano delle caratteristiche uniche, che ne favoriscono l'impiego a livello orale. Il primo punto che vale la pena di ricordare è la biomimeticità, che è data dal fatto che l'ossido di zirconio è di colore bianco, ossia della stessa colorazione naturale dei denti. Ciò è importate, poiché permette di evitare una procedura altamente invasiva, spesso praticata negli impianti in titanio.
Infatti, essendo grigi, tendono ad emergere in caso di gengive sottili. Per ridurne la visibilità è necessario procedere con un innesto gengivale. Tuttavia, la zirconia  ha anche un'altra importante capacità, quella dell'osteointegrazione. Infatti, assicura un'affinità con la gengiva totale e decisamente superiore a quella degli impianti in metallo. Inoltre, ha un'ottima resistenza meccanica, addirittura 3 volte superiore a quella del titanio.
La caratteristica più interessante, però, dell'ossido di zirconio è la forte resistenza alle aggressioni batteriche. Infatti, la placca, che è responsabile delle principali malattie del cavo orale, quali carie, parodontite e perimplantite, non riesce ad aderirvi. É risaputo, invece, che circa il 40% degli impianti in titanio vanno incontro a patologie infiammatorie gengivali od ossee.
Non bisogna, però, dimenticare che la zirconia non è soggetta nemmeno a corrosione, un processo inevitabile per i metalli che vengono immersi in un ambiente umido, come la bocca. Infine, si ricorda la biocompatibilità, che è estremamente importante, poiché negli ultimi anni sempre più persone manifestano reazioni allergiche od intolleranze nei confronti dei metalli. La zirconia, invece, è un materiale totalmente anallergico, poiché metal-free.
Impianti metal-free: il concetto di immuno-compatibilità
Agli impianti in ceramica viene spesso associato il concetto di immuno-compatibilità. Infatti, il corpo è regolato da un sistema immunitario intelligente, capace di riconoscere le aggressioni provenienti dall'esterno, ossia gli antigeni, e di intervenire prontamente per debellarle. Un materiale può essere definito immuno-compatibile se, messo a contatto con l'organismo, non genera alcuna risposta immunitaria di difesa.
In odontoiatria vengono utilizzati non di rado materiali che possono causare, soprattutto in soggetti predisponenti, allergie o intolleranze. Gli allergeni più frequenti sono i metalli, poiché possono causare sia danni locali che sistemici, a volte anche piuttosto gravi.
Con gli impianti in leghe di titanio si sviluppano reazioni immunitarie di tipo I (immuno-specifico – allergene-IgE), che comportano la liberazione di stamina e vasopeptidi, responsabili di atopie ed anafilassi, e di tipo IV (cellulomediato ritardato), che determinano l'attivazione della memoria linfocitaria e la conseguente perdita degli impianti. É importante ricordare che a volte bastano piccole quantità di metallo per scatenare reazioni allergiche anche gravi.