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Direttiva Bolkestein sulle concessioni in spiaggia: i balneari della Riviera tremano

La commissione UE dice no al rinnovo automatico delle concessioni, rischio infrazione per l'Italia

Attualità Rimini | 16:40 - 29 Aprile 2019 Una spiaggia del lungomare della Riviera Romagnola Una spiaggia del lungomare della Riviera Romagnola.

Stabilimenti balneari verso la libera concorrenza con il blocco del rinnovo automatico delle concessioni? La direttiva europea Bolkestein nasce 15 anni fa con l'obiettivo di abbattere le barriere tra gli Stati europei dal punto di vista occupazionale, garantendo la libera circolazione dei servizi, dopo le persone. Per la Corte Europea però il diritto comunitario le concessioni per l'esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri non andrebbero prorogate in modo automatico, perché questo comporta l'assenza di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati. Per i giudici di Lussemburgo insomma la proroga prevista dalla legge italiana (e inserita anche nella Legge di bilancio di dicembre) impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati alla gestione del servizio.

In attesa che tutti i dettagli della faccenda vengano chiariti in via definitiva, i balneari della Riviera tremano in vista della prossima stagione estiva, anche perché sono da tempo il volano dell'economia romagnola. Secondo un approfondimento di Repubblica, la Commissione europea avrebbe chiesto all'Italia di ritirare le proroghe automatiche proprio in ossequio della direttiva tanto contestata, pena una procedura di infrazione che non riguarderà soltanto i balneari, ma tutti gli italiani.

LA BOLKESTEIN
La direttiva dell'Unione Europea 2006/123/CE, conosciuta come Direttiva Bolkestein, è una direttiva dell'Unione Europea relativa ai servizi nel mercato europeo comune, presentata dalla Commissione europea nel febbraio 2004, ed approvata ed emanata nel 2006. Venne così detta da Frits Bolkestein, commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi, ha curato e sostenuto questa direttiva, che per semplicità viene indicata con il suo nome.

Diventata esecutiva di fatto a partire dallo scorso anno, ha preoccupato molto tassisti e ambulanti, ma anche balneari. Di fatto, prevede che ogni Paese dell’Unione Europea garantisca il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra gli Stati. In questo modo, qualsiasi cittadino europeo può proporre all’interno dell’Unione Europea la propria attività. Applicata, vuole semplificare le procedure per esercitare temporaneamente la propria attività all’interno di un Paese Ue, evitando discriminazioni basate sulla nazionalità.

Ospite di un convegno a Roma proprio un anno fa, Frederik Frits Bolkestein affermava che «La direttiva che porta il mio nome non è applicabile ai balneari perché le concessioni rientrano nel contesto dei beni e quindi non rientrano nei servizi».
L’economista olandese si è anche detto dispiaciuto dell’interpretazione errata data dal suo provvedimento. Al convegno è stato anche fatto notare che la questione in altri Paesi, come la Spagna è stata risolta da tempo concedendo una proroga di 75 anni. In Italia se ne parla ogni 15. (f.v.)