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Salvaguardia balneazione: ecco la nuova grande condotta Ausa, intervento interamente finanziato dal Cipe

"Interventi d’avanguardia e innovativi sul fronte della sicurezza idraulica della città"

Attualità Rimini | 13:54 - 29 Aprile 2019 Lavori al piano Salvaguardia Balneazione a Rimini Lavori al piano Salvaguardia Balneazione a Rimini.

Ok della Commissione consiliare a Rimini alla proposta di Aggiornamento ed integrazione funzionale del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato per la mitigazione del rischio idraulico.
Si tratta dell’upgrade degli 11 interventi in essere, che costituiscono come è noto il PSBO. Quanto sino a qui realizzato ha portato al raddoppio dell’impianto di depurazione nel 2015, alla separazione delle reti per i bacini corrispondenti a 5 scarichi a mare (Spina/Sacramora, Sortie, Rivabella/Matrice, Turchetta e Pedrera) con conseguente eliminazione del divieto di balneazione nelle acque corrispondenti e all’avanzatissima fase di realizzazione di altri strategici cantieri, a partire da piazzale Kennedy il cui completamento è previsto nei prossimi mesi.
Con questo aggiornamento, alla salvaguardia ambientale e alla sicurezza sanitaria, obiettivi che ha dato origine al Piano, si va a integrare la sicurezza idraulica, anche ma non solo alla luce dei cambiamenti climatici che stanno modificando e che modificheranno sensibilmente l’intensità e la frequenza delle piogge nei prossimi anni e decenni, come prevedono proiezioni e analisi degli esperti.
L’aggiornamento e integrazione del Piano di salvaguardia della Balneazione ha come obiettivo quello di integrare e ampliare ulteriormente anche alla sicurezza idraulica su tutto il territorio comunale  i benefici, ambientali e della balneazione, delle opere che si stanno realizzando.
Un aggiornamento ed una integrazione che si avvalgono nella formulazione della proposta di tutte le nuove informazioni, acquisite nei sei anni di cantieri, sia per quanto riguarda il funzionamento della rete fognaria sia per quanto riguarda l’osservazione degli effetti del cambiamento climatico sulla rete di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche.
Una proposta che parte quindi da una osservazione e approccio scientifico, basato su campagne di raccolta dati e informazioni e la loro elaborazione con modelli sia di ingegneria idraulica che di monitoraggio degli effetti ambientali e legati alla balneazione.
L’elemento di integrazione è costituito dall’aggiunta del 12mo intervento agli originali 11 del PSBO. L’intervento è  denominato Dorsale Ausa. Si tratta di una condotta dal diametro di 1,6 metri, correndo parallela alla SS16 a monte della Statale da Via Montescudo al deviatore Ausa raccoglie fino a 2.500 l/s di acque meteoriche evitando che queste arrivino allo scarico AUSA di piazzale Kennedy, alleggerendo quindi il sistema fognario dell’abitato centrale e a Mare.
Un intervento questo che è rientrato nelle opere finanziate con i fondi CIPE per oltre 8 milioni di euro e che quindi non avrà oneri né per il Comune né per il sistema tariffario.
Per quanto invece riguarda l’elemento di Aggiornamento è costituito dalla diversa organizzazione dei volumi di accumulo (vasche) di acque reflue urbane della zona SUD per i bacini Rodella e Colonnella 1 e 2 e di implementazione dei sistemi di salvaguardia idraulica, nei caso in cui le portate indotte da specifici eventi meteorici rendano complessa la gestione dell’intero sistema. Con l’aggiornamento proposto, i reflui dei bacini Colonnella e Rodella, che nel progetto originario erano connessi con l’impianto idrovoro di piazzale Kennedy, avranno sezioni di scarico autonome e con un proprio impianto idrovoro di allontanamento in caso di necessità. Prima di presentare la proposta, come già anticipato, oltre ai modelli idraulici si sono indagati e studiati anche i parametri ambientali (della salute del Mare) e della balneazione (della salute dell’uomo). Come detto, trattandosi delle medesime quantità di acque reflue urbane gestite in 3 punti di scarico rispetto all’originale unico punto in Piazzale Kennedy, anche empiricamente se ne deduce che gli impatti sono minori per singolo punto. Dato questo che viene confermato con l’elaborazione dei modelli di propagazione e degradazione di ARPA Simc applicati alla concentrazione di parametri microbiologici che hanno restituito concentrazioni che vanno dal -33% al - 89%, al di sotto del limite di legge.
“E’ l’evoluzione strategica del più ampio progetto di risanamento ambientale attualmente in corso in Italia - è la dichiarazione dell’Amministrazione comunale-. Grazie al lavoro fatto finora sul PSBO, si riesce ad affiancare un nuovo palinsesto di interventi, altrettanto d’avanguardia e innovativi sul fronte della sicurezza idraulica della città. Se il PSBO originale era il Gigante a difesa del nostro mare, adesso il Gigante diventa ancora più alto e grande, a protezione di tutta la città”.