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Rimini, la terza commissione consiliare approva la variante di via Fada

L’Amministrazione entrerà nella disponibilità complessiva di un’area di 7000 metri quadrati

Attualità Rimini | 13:40 - 29 Aprile 2019 Area privata in via Fada con adiacente la proprietà comunale Area privata in via Fada con adiacente la proprietà comunale.

La III Commissione consigliare lunedì mattina ha espresso parere favorevole alle varianti al RUE (Regolamento Urbanistico Edilizo) e al ZAC (Zonizzazione Acustica Comunale) volte a consentire la permuta, alla pari e senza conguagli di denaro, tra un’area privata sita in via Fada con una adiacente di proprietà comunale.
E’ la conclusione della procedura di variante prevista dalle leggi regionali, avviata nei mesi scorsi, che- a seguito della bozza di accordo di pianificazione deliberato dalla Giunta Comunale e già sottoscritto con i privati - consentirà di migliorare il disegno urbano complessivo dell’area a ridosso del Centro Studi. Com’è noto infatti, grazie a questo accordo con la conclusione del progetto privato, l’Amministrazione entrerà nella disponibilità complessiva di un’area di 7000 metri quadrati che, senza la variante al Rue, la stessa superficie sarebbe stata ‘tagliata’ letteralmente in due dall’intervento privato, con i conseguenti e ovvi problemi di sicurezza e riorganizzazione funzionale e logistica. L’accordo con la variante urbanistica permetterà all’Amministrazione di avere aree contigue su cui redigere un progetto di opera pubblica per potenziare la città pubblica e migliorare gli standard di sicurezza di un comparto, dove insiste il centro studi e strategico per il trasporto pubblico locale e per il trasporto bus a lunga percorrenza, creando un ‘hub’ della mobilità conservando le medesime capacità insediative per il privato, che potrà ‘spostare’ i due fabbricati dall’attuale e poco omogenea pianificazione a una più organica, vale a dire a ridosso della zona residenziale esistente lungo via Lagomaggio. Si va dunque a dare un ‘disegno’ omogeneo di un’area urbana importante, la quale adesso potrà essere pianificata per aumentare dotazioni di servizi e la stessa accessibilità. Allo stesso tempo non si va a penalizzare il privato, che su quell’area aveva già avanzato l’istanza di permesso di costruire convenzionato e che manterrà sia la capacità edificatoria sia gli obblighi che già aveva sull’area di sua proprietà.